Presentato il dossier Caritas Migrantes 2008 con i dati sull’immigrazione nelle Marche e nella nostra provincia. Gli stranieri in città sono 28.312, molti lavorano nell'edilizia. Il futuro, anche ad Ascoli, sarà sempre più multietnico
Ascoli, 31 ottobre 2008 - I più numerosi sono gli albanesi, seguiti dai marocchini, dai cinesi e dai rumeni. Nella provincia di Ascoli, gli immigrati presenti al primo gennaio 2008 sono 28.312, meno che nelle altre province della Marche. Al contempo, la crescita costante di stranieri su tutto il territorio traccia i confini di un fenomeno strutturale che non assume più le sembianze di un’emergenza sociale.
Il dossier sull’immigrazione Caritas Migrantes 2008, presentato ieri mattina al Palazzo dei Capitani, serve a fare il punto sulla presenza di immigrati in Italia ma, più nel dettaglio, nella regione Marche e nel territorio Piceno. Rappresentanti del Comune, della Provincia, della Regione Marche , della Caritas e delle associazioni presenti sul territorio si sono ritrovati per fare il punto sul fenomeno ‘immigrazione’.
Dati alla mano, i numeri messi in evidenza dalla Caritas si discostano parecchio dal quadro fornito dall’Istat sullo stesso fenomeno. Una divergenza che secondo il responsabile Caritas delle Marche don Nello Barboni è legata principalmente al fenomeno del lavoro nero. ''Ci vorranno ancora anni per creare dialogo e ascolto reciproco tra gli immigrati e la popolazione locale — spiega don Nello — ma i progetti di integrazione sono fondamentali perché gli immigrati come i poveri non devono essere oggetto di interventi, ma protagonisti attivi di un cammino''.
E se da un lato, ormai da anni, si cerca di diffondere una mentalità più inclusiva capace di guardare gli immigrati come cittadini in grado di contribuire allo sviluppo, dall’altro nonostante gli sforzi della Caritas e delle altre associazioni il mondo politico lamenta carenza di fondi e disposizioni governative che non facilitano questo cammino.
''Cerchiamo di facilitare l’accoglienza degli extracomunitari che sbarcano sulle nostre coste — ha detto l’assessore provinciale Licia Canigola — ma le misure del governo non facilitano il nostro impegno. Il ‘pacchetto sicurezza’ mortifica tutto quello che è stato fatto fino ad oggi per l’immigrazione. Attualmente viviamo in un contesto politico dove la collettività si perde di vista e chi è più forte vince. Il nostro stile di vita è diventato insostenibile, per questo è necessario intervenire per ‘educare’ il futuro''.
Secondo Orietta Baldelli, direttore Cna Ascoli e Fermo, la comunità con il maggior numero di imprenditori artigiani è la marocchina, seguita dalla rumena e dalla cinese. ''I settori di appartenenza — ha spiegato — sono prevalentemente l’edilizia e il settore commerciale legato alla ristorazione, ma nel Fermano vi è anche una buona presenza nel manifatturiero''. Grazie all’aiuto della Caritas e dei suo volontari, si riescono a fronteggiare ogni giorno situazioni di diffcoltà in cui vivono molti cittadini stranieri in città. E’ stato proprio il sindaco Celani a rivolgere un ringraziamento all’associazione.
Emanuela Astolfi
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