Dopo i ritrovamenti tutto faceva pensare che si trattasse di ossa appartenenti a dei frati francescani. Ora le prime analisi rivelano che due di quei corpi sarebbero appartenuti a delle giovani donne. E le certezze iniziano a vacillare
Ascoli, 21 novembre 2008 - Sono cinque, ad oggi, gli scheletri riemersi dallo scavo in via del Trivio. Ma le certezze riguardo il loro ‘stato sociale’ sono iniziate a vacillare dopo che l’antropologa Debora Mazzarelli ne ha individuato il sesso: dei cinque, infatti, due sarebbero donne e la questione mette così in discussione l’ipotesi che nell’area fossero sepolti frati francescani.
Delle due, poi, una è anche molto giovane: non avrebbe avuto, all’epoca del decesso, più di 18 anni di età. In ciascuna delle due tombe presenti nello scavo sono stati trovati due scheletri sovrapposti, mentre nell’ossario un solo scheletro completo assieme a varie altre ossa. Le sepolture, infine, possono essere datate tutte a cavallo tra XV e XVI secolo.
A questo punto, però, nulla aiuta a stabilire l’identità degli scheletri, dato che le tombe sono assolutamente prive di corredo, se si escludono una ventina di monetine di poco valore ritrovate nell’ossario. Solo la documentazione storica, quindi, potrà ora svelare il ‘mistero’. Intanto però, Serena De Cesare e Michele Massoni, gli archeologi della cooperativa Antequem all’opera nel sito, stanno lavorando da mattina a sera per concludere al più presto il recupero dei resti e lo studio dell’area.
Tutto ciò, benché i tempi dello scavo non incidano sul ritardo nella conclusione dei lavori di pavimentazione della via, fermi da qualche giorno a causa della mancata consegna delle lastre di arenaria che dovranno andare a coprire il massetto.
Nicoletta Tempera
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