Suilan Yu, cinese di 37 anni, titolare del laboratorio, ha trascorso la seconda notte in una cella del carcere femminile di Castrogno (Teramo). Su di lei grava l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina
Porto D'Ascoli (Ascli Piceno), 19 gennaio 2009 - Suilan Yu, cinese di 37 anni, titolare del laboratorio per la filatura della lana, a Porto d’Ascoli, dove sabato mattina si è consumata la tragedia della connazionale clandestina, ha trascorso la seconda notte in una cella del carcere femminile di Castrogno (Teramo). Su di lei grava l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Non è però escluso che debba anche rispondere di sfruttamento della manodopera clandestina poiché, dagli interrogatori dei tre connazionali che lavorano nel laboratorio, in regola col permesso di soggiorno, è emerso che la vittima, Jinjuan Ye di 42 anni, era impiegata nella ditta di via del Lavoro a Porto d’Ascoli, così come il marito e un’altra donna, sempre connazionale, nei cui confronti è scattato il provvedimento di espulsione dal territorio nazionale italiano.
Gli uomini della questura di Ascoli che, insieme ai colleghi della squadra mobile di Teramo, conducono le indagini coordinate dal Procuratore della Repubblica, Adriano Crincoli, hanno messo sotto sequestro il laboratorio, anche se l’incidente è accaduto in un capannone industriale adiacente, che è in disuso. Questa mattina, al tribunale di Ascoli, è in programma l’udienza di convalida dell’arresto della titolare della ditta e non è escluso che possa esserci anche il processo per direttissima.
Nell’obitorio dell’ospedale di San Benedetto, invece, il medico legale, Claudio Cacaci, dovrà eseguire gli accertamenti necessari a stabilire la causa del decesso della quarantaduenne della Repubblica cinese. Jinjuan Ye è morta schiantandosi al suolo dopo un volo di 7 metri, a causa del cedimento di una lastra di eternit del tetto del capannone attraverso il quale cercava di sfuggire a un improbabile controllo della polizia di Teramo, che era entrata nel laboratorio per tutt’altra ragione. Il magistrato ha deciso di far eseguire una radiografia sul corpo della vittima e solo successivamente deciderà se dar seguito anche all’esame autoptico.
Un tragico incidente che non trova precedenti nel nostro territorio, dove la comunità cinese resta al centro dell’attenzione delle forze dell’ordine, a seguito dell’elevato numero di clandestini che sono impiegati nella pletora di laboratori artigianali gestiti da piccoli imprenditori che non rispettano le regole sulla sicurezza, quelle igienico sanitarie e che si ostinano ad impiegare manovalanza clandestina. Per cercare di evitare visite a sorpresa delle forze dell’ordine, molti hanno trasformato i laboratori in piccoli fortilizi, protetti perfino da telecamere, ben nascoste e a raggi infrarossi.
L'artista Franco Testa, nato ad Ascoli Piceno dove vive e opera, presenterà alla libreria 50 opere dal 24 gennaio al 7 febbraio. Dalle prime esperienze figurative è passato ad una ricerca iconografica bilicata tra Pop e Optical art