L'avvocato ha esposto denuncia contro un’organizzazione legata alla camorra, di cui sarebbero complici anche diversi colletti bianchi e due direttori di banche con agenzie nella province di Fermo e di Ascoli Piceno
Fermo, 31 marzo 2009 - Blitz alla Procura di Fermo dell’avvocato Carlo Taormina e del suo assistito Mirco Canala, l’ex presidente marchigiano dell’associazione antiusura ‘Sos Italia’. I due, ieri mattina, si sono recati a palazzo di giustizia per presentare una denuncia contro un’organizzazione legata alla camorra, di cui sarebbero complici anche diversi colletti bianchi e due direttori di banche con agenzie nella province di Fermo e di Ascoli Piceno. L’organizzazione, che opererebbe in particolar modo nella zona sud delle Marche, si occuperebbe di usura, estorsione e truffe.
Taormina, ha presentato la copiosa documentazione direttamente al procuratore capo di Fermo, Andrea Vardaro. Sono sei le persone denunciate per estorsione, usura, truffa e falso. Si tratta di un sambenedettese presunto capo dell’organizzazione che sarebbe collegato al clan camorristico che controlla il porto di Gioia Tauro, del suo braccio destro, di due direttori delle filiali marchigiane di banche, di un commercialista sambenedettese e di un avvocato di origini calabresi molto noto nelle Marche.
"C’è già un primo procedimento penale attualmente pendente davanti al tribunale di Fermo per l’usura subita da Canala – spiega l’avvocato Taormina – ma oltre a questo episodio abbiamo chiesto alla Procura di intervenire nuovamente per accertare fatti e reati ben più gravi attribuibili a diverse persone collegate ad una stessa rete. In relazione a tutto questo abbiamo individuato una serie di estorsioni che sono state consumate nei confronti del mio assistito in cui sarebbero coinvolti alcuni direttori di banca, d’accordo con un’organizzazione legata ad un potente clan camorristico come quello dei Mazzarella".
Taormina parla di fatti gravi e preoccupanti che potrebbero celare decine di vittime rimaste nascoste per il timore di ritorsioni e racconta cosa è accaduto a Canala e come è stato rovinato dai suoi usurai: "L’hanno costretto a stipulare un contratto preliminare per la compravendita della sua abitazione, ad intestarsi una ditta import-export senza che lui avesse niente a che vedere. Il tutto con l’appoggio di direttori di banca complici dell’organizzazione. Come se non bastasse – aggiunge Taormina – alle vittime dell’usura certe banche hanno applicato tassi anche del 40% e fatto firmare assegni falsi. Tutto ciò è documentato in una perizia tecnica che abbiamo fatto effettuare ad un nostro consulente specializzato".
Rivelazioni sconvolgenti, quelle esposte ieri da Taomina e Canala, che ora dovranno essere vagliate dalla Procura di Fermo.
Fabio Castori
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