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Non è più possibile vendere come italiano l'olio prodotto da miscugli di olive spagnole o tunisine, grazie all’entrata in vigore dell'obbligo di indicare la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine
Ancona, 1 luglio 2009 - Olio marchigiano più tutelato con l’entrata in vigore dell’etichettatura obbligatoria d’origine per l’extravergine. Lo annuncia Coldiretti Marche ricordando che da oggi non sarà più possibile vendere come italiano l'olio prodotto da miscugli di olive spagnole o tunisine, grazie all’entrata in vigore del Regolamento (CE) N.182 del 6 marzo 2009, che obbliga ad indicare in etichetta la provenienza delle olive impiegate per produrre l’olio vergine ed extravergine di oliva in commercio.
“Un modo per dare trasparenza ai consumatori ma anche per tutelare il lavoro delle nostre imprese agricole in una regione che vanta due Dop come l’Olio di Cartoceto e l’Oliva Ascolana del Piceno - spiega Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -, mettendo fine agli inganni che in questi anni hanno consentito di mettere la bandierina tricolore su prodotti che di nostrano non avevano nulla, facendo concorrenza sleale ai danni dei produttori marchigiani”.
L’olio made in Italy sarà contraddistinto da scritte in etichetta come 'ottenuto da olive italiane', 'ottenuto da olive coltivate in Italia' o '100 % da olive italiane' mentre per i miscugli di provenienza diversa dovrà essere specificato se si tratta di 'miscele di oli di oliva comunitari', 'miscele di oli di oliva non comunitari' o di 'miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari'. Nelle Marche si producono ogni anno circa 40mila ettolitri di olio per 270mila quintali di olive, per un valore di circa 20 milioni di euro.
Oltre alle due Dop la nostra regione, ricorda Coldiretti, vanta anche ventisei città dell’olio, mentre i frantoi attivi sono 160. "Grazie alla nostra azione in questi anni siamo riusciti a mettere in trasparenza metà della spesa, dalla carne bovina al latte fresco - aggiunge il direttore di Coldiretti Marche, Alberto Bertinelli -, e ora, dopo aver ottenuto l’etichetta per l’olio, puntiamo a estendere l’obbligo di indicazione dell’origine su tutti gli altri prodotti dal latte a lunga conservazione a tutti i formaggi, dalla carne di maiale a quella di coniglio ed agnello, dai succhi di frutta alle conserve vegetali”.
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