I cittadini devono sapere che i loro sforzi nel differenziare l'immondizia siano poi accompagnati da un analogo impegno delle società pubbliche preposte alla raccolta e al riutilizzo dei prodotti
San Benedetto, 4 marzo 2008 - Il problema dei rifiuti in Italia è sempre più attuale e la recente crisi in Campania ha ulteriormente sensibilizzato l’opinione pubblica su questo problema. Negli ultimi anni l’incremento dei consumi ha inevitabilmente provocato una crescita dei rifiuti; contemporaneamente l’aumento dell’urbanizzazione ha causato la diminuzione delle aree disabitate, con conseguenti proteste delle popolazioni che si sono venute a trovare in zone destinate a discarica e, a volte, l’impossibilità di realizzare le stesse proprio a causa di queste proteste.
Per risolvere il problema dei rifiuti una delle soluzioni principali, se non l’unica, è quella di differenziarli e riciclare i materiali di scarto. In base all’attuale legislazione, alla fine del 2008 la percentuale di raccolta differenziata dovrà essere del 45%, mentre nel 2012 tale quota dovrà salire al 65%. Per arrivare a tali obiettivi è necessario che i cittadini siano informati (gli oggetti consumati possono essere riadoperati oppure trasformati in energia) su come poter svolgere in maniera corretta il riciclaggio dei rifiuti e sull’importanza di un comportamento ecologicamente sostenibile che preservi l’ambiente.
Non va sottovalutata la necessità che i cittadini sappiano effettivamente se i loro sforzi nel differenziare i rifiuti siano poi accompagnati da un analogo impegno delle società pubbliche preposta alla raccolta e al riutilizzo dei prodotti. Il materiale che è riciclato in quantità maggiore, in Italia, è la plastica, in quanto è biodegradabile: tuttavia non tutti i tipi di plastica sono facilmente riciclabili, e difatti alcune associazioni ambientaliste classificano ed utilizzano come prima risorsa riciclabile le tipologie di plastica meno inquinanti e quindi più facilmente biodegradabili. Un tema importante e molto discusso è quello della produzione di energia dai termovalorizzatori: essi bruciano i rifiuti e li trasformano in energia elettrica, tuttavia c’è il rischio che le emissioni tossiche della combustione si disperdano nell’aria, causando problemi all’ambiente e alla salute umana.
Le buone abitudini. Ci sono molti modi per ridurre la produzione di rifiuti e, quindi, risparmiare anche del denaro: le borse della spesa vanno utilizzate più volte, specialmente se di plastica. Bisogna ridurre i prodotti «usa e getta»: meno stoviglie, meno posate, meno tovagliolini e bicchieri di plastica o carta. Serve dare più spazio alle ricariche: meglio cambiare le testine degli spazzolini o le lamette dei rasoi, anziché tutto l’articolo. Cercare di incrementare l’acquisto di detergenti concentrati per ridurre quantità e volumi dei contenitori. Favorire la restituizione delle bottiglie di vetro, così che siano riutilizzate. Infine, consumare il più possibile gli alimenti freschi di stagione, che fanno risparmiare energia per produzione e conservazione. Marmellate, miele o creme in vasetti di vetro permettono il riutilizzo di questi contenitori.