Ascoli Piceno, 4 novembre 2017 - Preoccuparsi eccessivamente non serve, ma dopo la seconda sconfitta e i sette gol subiti in due gare consecutive in trasferta è lecito ascoltare il campanello d'allarme che risuona in maniera abbastanza fragorosa dal Cabassi di Carpi. Vero, l'Ascoli che perde 4-2 contro gli emiliani di Calabro è incerottato e deve far fronte ancora una volta ad un mix di episodi e disattenzioni, ma una strada Maresca e Fiorin dovranno pur trovarla per evitare di dover commentare gare tipo quella odierna, in cui l'avversario non fa moltissimo più della squadra picena, se non provare a giocarsela, sempre e fino in fondo con grinta (a volte troppa...) e voglia di ottenere il risultato pieno.

Siete ottimisti o pessimisti nella vita? Perché da questo dipende anche la chiave di lettura del primo tempo. Ogni volta che una delle due squadre si avvicinano alla porta avversaria, c'è un gol. Quelli dell'Ascoli, ad aprire e chiudere la fase iniziale, sono confezinati con astuzia e talento da lui, sempre da lui, solo da lui: Andrea Favilli. Prima fa scudo sul cross di Clemenza, manco fosse un buttafuori di una discoteca durante una rissa, servendo con una puntata da genio Parlati. E Samuele risponde presente trovandosi al posto giusto al momento giusto per il suo gol "numero uno" di sempre in B. Prima del gong, invece, devia con forza, precisione, tempismo e senso del gol (sempre Favilli eh, sempre di lui stiamo parlando...) il cross da punizione laterale di Clemenza.

In mezzo ai due eventi lieti che regalano boati ai tifosi bianconeri, più di duecento, arrivati al Cabassi, i due gol di Malcore. Il biondo nueve di casa al minuto 27' approfitta dell'errata posizione di Mogos, dell'eccessivo (a dir poco...) arretramento di Cinaglia e piazza la sfera in fondo al sacco e dopo undici minuti (siamo al 39'), sceglie il tempo giusto per lasciare il rientrante Mengoni col cerino in mano, ricevendo dalla sinistra un cross calibrato di Saric solo da stoppare e depositare in fondo al sacco per il momentaneo 2-1 dei padroni di casa. C'è da annotare anche l'espulsione di Calabro che, a metà tempo, richiede forse troppo veementemente un calcio di rigore a Saia per fallo di Mengoni su Nzola. In realtà l'intervento del capitano del Picchio è duro, ma tocca la palla quel poco che basta per cambiarle la direzione e far perdere l'equilibrio in corsa al suo attaccante. In ogni caso, pessimisti o ottimisti che siate e nonostante non sia stato un primo tempo di calcio spettacolo, pensiamo che non vi sarete assolutamente annoiati.

La ripresa inizia ancora con Favilli che prova da fuori area a trovare il sette e con Malcore che mette il timbro all'ufficio "palloni da portare a casa". Sul corner da sinistra Brosco svetta su Cinaglia, la palla va sul palo, Mengoni corre a coprire la porta con Lanni a terra, nessuno corre a contrastare il bomber di casa che con una mini carambola riporta avanti i suoi. Fiorin e Maresca passano al 4-4-2 con Santini al fianco di Favilli e in mezzo solo Bianchi e Buzzegoli. “Come ha fatto? Come ha fatto?” non abbiamo visto il labiale del “Favilloso”, ma siamo certi di non andare lontani nel provare a capire il suo commento alla parata stratosferica di Colombi sul collo dal limite dell'area qualche secondo dopo l'ingresso in campo di Lores Varela. Una parata da +3 al Fantacalcio, anche se non stiamo parlando di rigori. La quinta occasione da gol per Malcore dà la conferma che una linea difensiva a quattro come intesa dai tecnici bianconeri ha bisogno di minuti in campo e tanto affiatamento per funzionare bene, perché altrimenti si corre il rischio di non avere automatismi come nell'occasione del 70', in cui l'attaccante di casa viene perfettamente liberato grazie ad un gioco di tocchi di prima, salvo sciupare tutto calciando a lato. Al 75' c'è l'azione perfetta, peccato per i bianconeri che non venga festeggiata col gol. Favilli apre per Mignanelli, il mancino arriva col passo giusto per crossare di prima sul secondo palo, Santini si alza in una mezza rovesciata praticamente perfetta, ma il pallone termina a lato.

Quello che succede un minuto dopo non è calcio: Nzola in piena velocità effettua un'entrata proditoria contro la gamba sinistra di Mignanelli. Un vero e proprio attentato alla salute del mancino bianconero che, infatti, deve lasciare il campo. A tutti torna in mente il rosso a Gigliotti della scorsa settimana sul prato di Bari per un fallo sì duro, ma neanche la metà di quello che vi abbiamo descritto. Il cartellino, stavolta, è giallo. Le proteste sul campo di calcio, di solito, non ci piacciono. Quelle dell'intera panchina bianconera, però, sono sacrosante. E arrivano qualche istante prima il gol di Carletti che chiude una sfida in cui gli emiliani hanno fatto qualcosina in più, vero, ma in cui ancora una volta gli episodi e l'attenzione a certi particolari hanno determinato il risultato finale.
 

Tabellino

CARPI (4-4-2): Colombi; Pachonik, Brosco, Ligi, Poli; Belloni (72' Capela), Verna, Mbaye, Saric; Nzola (78' Carletti), Malcore (89' Romano). A disp: Serraiocco, Brunelli, Vitturini, Giorico, Yamga, Anastasio, Manconi, Pasciuti, Saber. All. Calabro
ASCOLI (4-3-3): Lanni; Mogos, Cinaglia, Mengoni, Mignanelli (79' Rosseti); Bianchi, Buzzegoli, D'Urso (69' Santini); Clemenza, Favilli, Parlati (65' Lores Varela). A disp: Venditti, Ragni, De Santis, Florio, Pinto, Carpani, Addae, Castellano, De Feo. All. Maresca-Fiorin
ARBITRO: Saia di Palermo (Formato, Scarpa; Marini)
RETI: 19' Parlati (A), 27', 39', 54' Malcore (C), 45' Favilli (A), 83' Carletti (C)
NOTE: recupero 1'+5'. Ammoniti Bianchi, Mogos (A), Ligi, Nzola (C) per gioco falloso.

 

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