Ascoli, 9 dicembre 2017 - Prima di cedere alla depressione, il frontman dei Nirvana Kurt Kobain ha regalato al mondo e ai suoi estimatori una gemma dal titolo “Jesus doesn't want me for a sunbeam”, tradotto nel significato e non dal letterale una specie di “Mi va tutto, ci va tutto male”“. Ecco, non c'è colonna sonora migliore di questo capolavoro made in Usa per fotografare il pari in extremis della prima di Cosmi in bianconero, arrivato per opera di Aramu, capace di pescare Lanni colpevolmente troppo avanti sulla sua punizione che vale un pari meritato quanto ormai insperato (FOTO).

“Perez prima punta, Lores Varela e Clemenza a corrergli ai lati, Buzzegoli in regia”, Pinto a sinistra.... Non fai in tempo ad annotare come Serse decida di presentarsi per la prima volta al Del Duca nelle vesti di allenatore dell'Ascoli e già è tempo di esultare. Pellizzer è distratto chissà da cosa, si impappina col pallone e “Luchino lo juventino” fa tutto quel che deve fare uno che sa dare del “tu” al cuoio, ammesso che sia ancora cuoio. Lo arpiona, capisce il buco difensivo di Aglietti, converge quel poco che basta per poter mandare tutti i “loro” al bar e il suo sinistro a filo d'erba, spiazzando Iacobucci e facendo tornare i suoi al gol dopo quattro partite. E' l'unica vera occasione dei bianconeri oggi in nero e probabilmente una delle poche buone notizie del primo tempo, insieme alla prova precisa e decisa di Buzzegoli e alle chiusure di Padella e Mengoni dietro.

Il resto è quasi tutto Entella, perché i liguri sanno giocare in campo aperto e a difesa picena schierata, aggrediscono e palleggiano, ci provano almeno quattro volte e in un paio di occasioni con cambio di fronte a pochi passi dalla porta di Lanni sfiorano sfera e gol. C'è anche una traversa, su tiro di Crimi sporcato dalla difesa picena, nel calderone della prima parte di gara. In realtà oltre al gioco, la squadra dell'ex allenatore bianconero mette anche foga, forse troppa. E qui si apre un altro capitolo, purtroppo “tragico”, sportivamente parlando. L'infermeria è già piena e le uscite per infortunio di Lores Varela e Mengoni (il capitano trasportato fuori in barella) sono un influente fattore per la sfida di oggi e quelle future.

In mezzo, la solita e meravigliosa Curva Sud che rinnova gli attestati di “non stima” ad Andrea Cardinaletti (“$mascheratJ” lo striscione dedicato alla società che, per dirla col consueto coro della tifoseria “Non ci merita”) e il saluto all'amico ultras Spallacce. Parentesi tattica: Cosmi la studia con Perez e Clemenza in alternanza a pressare sul primo uomo in uscita Entella, Pinto e Mogos sulle fasce, Addae a tappare buchi qua e là, arrabbiandosi con Lores Varela e lo stesso Clemenza richiamandoli a sé a metà tempo e mimando il gesto della “botta” quasi a dire “quando siete là vicino, tirate sennò mi arrabbio”.

Ci sono due giocatori da elogiare in particolar modo per la loro prestazione: uno è Buzzegoli. Quello visto con Maresca e Fiorin era al terzo piano dei registi cadetti, insieme ad una moltitudine di altri. Quello di oggi, invece, deve aver preso l'ascensore. E' in alto, altissimo. Perché sceglie bene tempi, giocate, entrate e momenti. E questa è una notizia grandiosa, perché un “Buba” così, anche in una gara di totale sofferenza, è un giocatore che nel tempo farà la differenza. L'altro è Padella, chiamato più di ogni altro a raccogliere l'eredità del “comandante” lasciata da capitan Mengoni al momento dell'infortunio. Lui c'è. Si vede in contrasto, in anticipo, a ringhiare sull'avversario quando fa il furbetto. C'è. E' una gran notizia.

Lanni, tornando alla mera cronaca, si fa sfuggire un comodo pallone con un errore che sarebbe costato moltissimo se la carambola e la roulette del “celeste o nero” della sfera nell'area piccola non avesse scelto di premiare con fortuna l'Ascoli e fosse finita sui piedi di De Luca. Palla fuori. In realtà nella ripresa emerge anche Pinto, tanto criticato nelle precedenti uscite. Praticamente perfetto in tutti gli interventi difensivi e in pieno “stile Cosmi” quando va a contrastare, sempre in maniera impeccabile. Sarebbero tutte componenti perfette per un pomeriggio epico. E invece no. La parabola perfetta di Aramu in piena zona Cesarini e la colpevole disattenzione di Lanni che è troppo fuori, troppo fuori, troppo fuori dai pali confezionano una beffa che è tale per i bianconeri ma che in fondo rende il giusto premio ai valori espressi dal campo.

Il tabellino

ASCOLI (3-4-2-1): Lanni; Padella, Mengoni (42' De Santis), Gigliotti; Mogos, Addae, Buzzegoli, Pinto; Clemenza, Lores Varela (33' Baldini); Perez (79' Santini). A disp: Venditti, Ragni, Cinaglia, Florio, Carpani, Castellano, De Feo. All. Cosmi
ENTELLA (4-3-3) Iacobucci; Belli, Benedetti, Pellizzer, Brivio; Eramo, Troiano (58' Di Paola), Crimi (67' Aramu); Diaw (79' Currarino), La Mantia, De Luca. A disp: Paroni, Massolo, De Santis, Palermo, Ardizzone, Leur, Petrovic, Baraye. All. Aglietti
ARBITRO: Piccinini di Forlì (Raspollini, Rocca; Di Martino)
RETI: 3' Clemenza (A), 89' Aramu (E)
NOTE: recupero 5'+4'; ammoniti Clemenza, Buzzegoli, Lanni (A) De Luca (E) per comportamento non regolamentare, La Mantia, Crimi (E) per gioco scorretto. Spettatori 4729 per un incasso di 31935.61 euro.

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