Parma, 18 novembre 2017 - “Un lavoro che lentamente ti uccide, lividi che non guariranno”, sono i primissimi versi – tradotti dall'inglese - di “No Surprises”, hit ormai con carta d'identità pluridecennale dei Radiohead il cui testo e video rappresentano esattamente la partita umiliante, devastante, raggelante dell'Ascoli al Tardini. Nel video della canzone infatti, Thom Yorke ha la testa intrappolata in un contenitore dove l'acqua, rapidamente, sale fino a costringerlo all'apnea. Una drammatica, devastante, paralizzante apnea.

E' con questa metafora che intendiamo raccontarvi quello che sembra accadere ai bianconeri: una sfida, quella della prima della nuova proprietà cinese del Parma e del day after il “Royal Rumble” Maresca-Perez, che parte subito con due bruttissime notizie. La prima, è che oltre ad una classifica indecorosa, il Picchio non riesce neanche a mettere sul prato concentrazione e “garra”, se si considera la sfortunata (e soffice) respinta di Favilli sul mezzo cross di Mazzocchi che consente a Iacoponi di realizzare il vantaggio e ad approfittare del pisolino pomeridiano della linea, ancora una volta in grado di scappare in avanti su palla scoperta (ancora una volta!) lasciando il via libera all'inserimento avversario.

IL COMMENTO Basta difesa in linea di D. Perticari

L'errore a livello tattico è imperdonabile: mentre il Parma muove la palla indietro, c'è chi sale, chi si abbassa, chi rimane fermo, chi scatta fino ad arrivare fuori dall'area. Incredibile. La seconda, e la gravità di questa la conosceremo solo tra qualche ora, è che il ginocchio di Favilli si gira dopo un salto con Lucarelli alle calcagna, costringendo il centravanti ascolano ad uscire in lacrime e con il necessario ausilio dei medici, dopo 14'. In attesa di conoscere se davvero la stagione del Picchio sia stregata, non c'è nulla in campo per cui consolarsi. Perché non esiste un'azione manovrata degna di nota e, anzi, il Parma recrimina con se stesso per altre due circostanze in cui Di Gaudio, a tratti imprendibile, sciupa il raddoppio. E pensare che prima dell'avvio i Ducali hanno imprecato con la sfortuna per via dell'infortunio di Calaiò nel riscaldamento.

In avvio di ripresa inizia un altro tipo di cronaca, il tutto mentre il Parma continua ad osservare lo sterile possesso ascolano e a provare a far male ogni volta che gli si presenta l'occasione. “Questa società, non ci merita” è solo il primo dei cori lanciati ad inizio ripresa dagli oltre 350 appassionati, ultras e non, che hanno raggiunto il Tardini. Destinatari sono ancora una volta Andrea Cardinaletti e, per la prima volta, anche mister Maresca, a cui viene recapitato un coro che testimonia il poco gradimento professionale e personale della Curva. Serve poco per capire che quella attuata non è solo una contestazione tecnica, c'è di più, soprattutto perché il coro più forte di quelli lanciati è un “Forza ragazzi” che certifica chi sono, secondo ultras e tifosi in trasferta, i veri colpevoli dell'ultimo posto e della pochezza vista in campo. Di certo non i giocatori.

Lanni nel frattempo para su Di Gaudio, che c'è sempre al posto giusto, ma non incide. Diverso il discorso per Insigne. Prende la palla sull'out sinistro, attacca l'area, Clemenza gli pascola a distanza di sicurezza e dopo essere entrato in area spara sul secondo palo in barba a Lanni che, stavolta, si fa sorprendere. E' il due a zero che chiude ufficialmente un match che in realtà sembrava già abbondantemente chiuso. E' incredibile l'espulsione di Addae: il ghanese è in vantaggio e calcia in netto anticipo il pallone “alzando” anche l'avversario che cade in terra per la botta, del tutto fortuita. Rosso assurdo, primo cartellino di una partita correttissima, e reazione stavolta giustificata di “Gigi”.

Per non farsi mancare nulla anche Santini partecipa al “banchetto” facendosi parare il rigore assegnato da un frastornato Giua. Il calcio è debole, centrale, quasi svogliato. Poi Baraye spiazza Lanni per il tre a zero, mentre i tifosi del Picchio abbandonano (giustamente, diciamo noi) il settore ospiti del Tardini. Munari la chiude sul 4-0 in pieno recupero, ma il gol vale solo per i tabellini e per festeggiare il ritorno dei Ducali al primo posto. Torniamo a “No Surprises”, per concludere. Il video della canzone termina con il protagonista che si libera dall'apnea e dall'acqua che lo sommergeva, infrangendo il contenitore di cui era prigioniero, tornando a respirare e a godere di nuova vita. Chi può liberare Ascoli e l'Ascoli da questa devastante, asfissiante, deprimente apnea è una sola persona, ma al momento è Oltreoceano.

Tabellino

PARMA (4-3-3): Frattali; Mazzocchi, Iacoponi, Lucarelli, Gagliolo; Dezi (74' Munari), Scozzarella, Scavone ; Insigne, Nocciolini (55' Siligardi), Di Gaudio (64' Baraye). A disp: Nardi, Dini, Corapi, Scaglia, Juan Ramos, Frediani, Sierralta. All. D'Aversa
ASCOLI (4-3-3): Lanni; Mogos, De Santis, Gigliotti, Pinto; Carpani, Addae, Bianchi; Lores Varela (67' Clemenza), Favilli (15' Rosseti), Baldini (73' Santini). A disp Ragni, Venditti, Mengoni, Cinaglia, Florio, Parlati, Castellano, De Feo. All. Fiorin-Maresca
RETI: 6' Iacoponi (P), 73' Insigne (P), 42' Baraye (P), 49' Munari (P)
ARBITRO: Giua di Olbia (Fiore, Lombardi; Curti)
NOTE: recupero 4'+4'. Espulso Addae (A) al 76' per gioco scorretto. Ammoniti Lucarelli (P) per comportamento non regolamentare, Scozzarella (P) per gioco scorretto.

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