Ascoli, 7 ottobre 2017 - La partita di Salerno ci ha consegnato una grande, grandissima conferma di quanto Maresca abbia avuto capacità di ridisegnare il suo Ascoli in base alle lacune mostrate nelle primissime uscite.

Ma oltre alla conferma dei progressi tecnici dei bianconeri, che sono stati più volte ad un passo dal violare la porta salernitana, dalla sfida dell'Arechi è arrivato anche un grande insegnamento. Quello che non si etichettano i giocatori come "inadatti" dopo qualche minuto, una o qualche partita. Bisogna attendere.

Questo è quello che è accaduto a noi, forse anche a voi, con Enrico Baldini. Un giocatore che non ha la tecnica individuale di Lores Varela, che non ha lo spunto nell'uno contro uno di Foggia e magari non ha il senso del gol che aveva e che ha Jankto, perché ricordatevi che il ceco è arrivato all'Ascoli con la fama di esterno offensivo di attacco, ala pura insomma.

Enrico Baldini si sta prendendo la maglia da titolare dell'Ascoli di Maresca e Fiorin con le prestazioni fatte di corsa, quantità, acume tattico, recuperi, legame con il suo compagno di catena mancina (Mignanelli o Pinto) e alcune giocate di qualità da mettere come condimento di un piatto denso di sostanza, altroché. Il gol di Cesena e quello sfiorato a Salerno sono solo due episodi "offensivi" nella storia di questo campionato e Baldini, che dopo Cittadella sembrava a tutti essere solo un piccolo canarino impaurito e di passaggio, ha tutte le qualità per entrare di diritto in tanti altri, di questi episodi, magari decisivi.

Quello di evitare le etichette è un insegnamento che, però, vorremmo valesse per tutti. Anche per il portierone del Picchio Ivan Lanni. Sabato scorso ci ha fulminato con lo sguardo e risposto contrariato quando gli abbiamo fatto notare che la parata su Rispoli del Palermo valeva un gol e aveva rimesso le cose a posto dopo un errore che lo aveva esposto a critiche forse troppo severe.

A noi, Lanni, non deve dimostrare nulla. Perché noi dopo l'errore col Novara abbiamo dedicato un'intera pagina del nostro giornale per schierarci dalla parte (anche attraverso gli autorevoli pareri di Gilberto Vallesi, Giovanni Indiveri e Nicola Di Bitonto) di chi aveva ben chiaro il fatto che coi piemontesi era stato vittima solo di un grave errore e niente più.

Quindi, dopo altri "due gol realizzati" dal portierone laziale, vorremmo che anche lui evitasse etichette. Noi non siamo andati "alla sua ricerca", sapevamo e sappiamo il suo valore. Non bene, benissimo. E glielo riconosciamo ogni giorno di più.