Ascoli, 7 ottobre 2017 - Non sempre uno 0-0 vuol dire noia, scarse emozioni, tanti errori e sbadigli. Il risultato ad occhiali di Salernitana-Ascoli ha un sapore misto tra soddisfazione e delusione, perché parliamoci chiaramente, chi in campo ha avuto le occasioni più grandi per ottenere l'intera posta è la squadra bianconera. Un rigore fallito, tre grandi altre occasionissime. E due paratone di Lanni, del solito Lanni, ci verrebbe da dire, che tiene inviolata la sua porta per la terza partita consecutiva.

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Sul prato dell'Arechi va il solito Ascoli. Bando alle ciance: chi parla di 4-3-3 è troppo ottimista, quello architettato da quasi un mese da mister Maresca è assolutamente un 4-5-1 in cui Lores Varela e Baldini, arrivati nel Piceno come esterni super offensivi, devono firmare un patto di ferro col tecnico trasformandosi in terzini aggiunti. Il disegno del tecnico di Pontecagnano, che a Salerno respira aria di casa, è molto pratico: attendere tutti dietro, appassionatamente dietro, ordinatamente dietro, per poi ripartire con gli uomini “scheggia impazzita”. Due sono, per l'appunto, Lores Varela e Baldini, poi c'è Rosseti che arriva ovunque a battagliare, ma che commette l'imperdonabile errore di calciare il rigore decretato per mani di Zito su Nacho “el diez”, come se fosse un banale rigore di fine allenamento. Adamonis, alla prima delle prime di sempre in B, si trova tra le mani, scegliendo l'angolo giusto, la sfera e un camion con rimorchio di fiducia vista la poca dimestichezza col campo.

La Salernitana, che ha qualche defezione e prova Di Roberto da esterno di tutta fascia, traghettando Vitale nel terzetto difensivo, si affaccia spesso dalle parti di Lanni, ma trova sempre la premiata ditta Padella-Gigliotti a dirigere la linea con maestria. Fuorigioco su fuorigioco, roba provata e riprovata in allenamento (si vede lontano un miglio) rendono la prima frazione di Lanni praticamente inoperosa nonostante la Salernitana segni due volte, a bandierina alzata.

Non c'è solo il rigore nella lista delle cose per cui imprecare nel primo tempo bianconero. Perché un paio di azioni palla a terra da urlo (da urlo, davvero) non ottengono la fortuna che meriterebbero. Specie quella in cui Addae si trova sulla linea dell'area piccola un fendente rasoterra del generale Mogos e che, suo malgrado, sparacchia col sinistro fuori facendola scorrere davanti allo specchio della porta.

Ad avvio di ripresa Buzzegoli si autorimpalla sul braccio un pallone. Per il regolamento e per Pillitteri non è rigore e sul capovolgimento di fronte Carpani ha un'autostrada verso la porta granata. Un passo in più e sarebbe stato rigore in movimento, invece l'interno bianconero ha fretta di tirare. Alto. Due minuti e Rodriguez scappa in area, la manda verso Bocalon ma l'ex Alessandria è in ritardo. E' la prima vera occasionissima anche per i padroni di casa. Bollini gioca la carta Ricci per Di Roberto (che in passato avevamo visto più brillante, forse perché impiegato più vicino all'area nemica).

Un po' belle statuine in area bianconera al 62', quando Bocalon si trova a un passo da Lanni nell'area piccola. Il portiere però, è attento e fa scudo per disinnescare il bomber di casa. Ancora Rodriguez in gol, ancora una volta in fuorigioco, a dimostrazione che il lavoro didattico della fase difensiva porta benefici, eccome se porta benefici, al Picchio. Buzzegoli ci prova su punizione dai trenta e Adamonis si esalta ancora in angolo, entra D'Urso. Lanni, nel frattempo, segna altri due gol, tipo quello di sabato scorso sulla percussione di Rispoli.

Stavolta l'uscita a valanga con paratona è su Cicerelli e la smanacciata è su Sprocati, parate che arrivano nel momento migliore della squadra di Bollini. Baldini va a prendersi il premio di migliore in campo con l'ennesimo coast to coast che vale l'assist a Rosseti, a tu per tu con Adamonis, ma il portiere è bravo a restare in piedi e a chiudere lo spazio. Sembra una delle ultime azioni, non lo è affatto. Ancora Baldini ha una palla d'oro, davvero d'oro, sulla sua mattonella preferita, ma il pallone gira meno del previsto e i bianconeri sciupano un'altra clamorosa occasione, la quarta del match. Se dopo il Palermo era andato “tutto bene, però che noia...”, dopo Salerno Maresca, i suoi pro, i suoi contro, possono essere certi di una cosa. Questa squadra, così schierata, può anche attaccare. Eccome se può attaccare. Che peccato, però, per quel rigore...

IL COMMENTO Occhio alle etichette di D. Perticari

0-0

SALERNITANA (3-4-1-2): Adamonis; Mantovani, Schiavi, Vitale; Di Roberto (56' Ricci), Odjer, Minala, Zito (88' Alex); Sprocati; Rodriguez, Bocalon (69' Cicerelli). A disp.: Iliadis, Asmah, Della Rocca, Rizzo, Signorelli, Kadi, Rossi, Capasso. All.: Bollini

ASCOLI (4-3-3): Lanni; Mogos, Padella, Gigliotti, Pinto; Carpani (67' D'Urso), Buzzegoli, Addae; Lores Varela (85' Cinaglia), Rosseti (81' Santini), Baldini. A disp.: Venditti, Ragni, De Santis, De Feo, Parlati, Castellano, Florio, Clemenza, Mignanelli. All.: Fiorin-Maresca

ARBITRO: Pillitteri di Messina (De Troia-Raspollini)

NOTE: recupero 1'+ 3. Ammoniti Zito (S) per comportamento non regolamentare, Vitale, Di Roberto, Ricci (S), Buzzegoli, Addae (A) per gioco scorretto. Spettatori 8360. Al 25' Adamonis ha parato un rigore a Rosseti (A)