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"Ministro Gelmini,
dacci una mano"

L’appello degli studenti che si trovano di fronte prospettive lavorative incerte

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tratta dai dizionari Zanichelli
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Maltignano (Ascoli Piceno), 22 marzo 2011 - CARO Ministro Gelmini, siamo gli alunni della IIIA, della Scuola Secondaria di Primo Grado di Maltignano e stiamo partecipando ad un concorso indetto dal Resto del Carlino di Ascoli Piceno su: 'Università lavoro e prospettive future. Che fare?'


Argomento interessante nel momento in cui ci apprestiamo a scegliere la scuola superiore. Scelta difficile quella delle superiori! In teoria si presuppone che già dovremmo avere in testa chiaro il nostro progetto di vita. Noi abbiamo tanti sogni nel cassetto, alcuni validi, altri irrealizzabili, ma tutti desideriamo avere la certezza che, completati gli studi, possiamo trovare quanto prima un lavoro.


Accanto ai sogni però la realtà odierna ci manda dei segnali poco incoraggianti. Ragazzi, diplomati o laureati, si sentono dire: devi accettare qualsiasi lavoro, pur di non restare a spasso. Parole sacrosante. Ma allora, era necessario far affrontare tanti sacrifici ai propri genitori per mantenersi agli studi, passare notti insonni e disagi per frequentare l’Università, per poi accettare contratti trimestrali per pochi euro al mese o qualsiasi altro lavoro a cinque, sei euro lordi all’ora per tre, quattro ore al giorno? E non è certo neppure che lo trovino e, se non ci fosse la casa dei genitori, non si saprebbe dove andare.


Dall’altra parte sentiamo che ci sono molti lavori manuali per svolgere i quali abbiamo bisogno degli stranieri. Adesso ne stanno arrivando a migliaia di ragazzi, molti laureati, che sperano di trovare qui, un lavoro adeguato ai loro studi. Domani spetterà anche a noi emigrare in massa ?


Di contro c’è da dire pure che in Italia, spesso, manca la cultura del lavoro. Il motto "Ora et Labora" di San Benedetto, che ha fatto grande l’Europa, è scomparso dai nostri archivi mentali. Il fatto che la scuola obbligatoria arriva fino a sedici anni, probabilmente disincentiva la manualità dei ragazzi. Anche i modelli frivoli proposti dai media ci disorientano, così pensiamo di poterci permettere uno stile di vita troppo spensierato e dedichiamo troppo tempo allo sport, a facebook, alla pizza, alla discoteca, e poco allo studio e al lavoro.


E tuttavia noi non abbiamo perso la speranza, forse la crisi che stiamo vivendo, seppur a caro prezzo, ci farà aprire gli occhi, recuperando l’impegno e la volontà di contribuire a migliorare noi stessi e di conseguenza la nostra Italia.


Ma per questo abbiamo bisogno di maggiori sicurezze, di esempi validi, di recuperare la generosità della collaborazione per un bene comune perché stiamo tutti sulla stessa barca e non vogliamo che questa affondi, portando con sé tutte le nostre speranze. Chiediamo a Lei quindi che, accanto alle materie teoriche, fin dalle medie, ci siano dei laboratori manuali per farci capire che anche nel lavoro manuale si possono trovare altrettante soddisfazioni, e per i giovani più contratti di lavoro duraturi.

Gli alunni dell’Isc di Folignano Capoluogo, sede di Maltignano


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