La nostra prima volta
da giornalisti
L’intervista redatta dai ragazzi di Castignano ad una cronista del Resto del Carlino
Castignano (Ascoli Piceno), 7 aprile 2011 - FINO a poco tempo fa il giornalismo, per noi, era un traguardo irraggiungibile. Ora, invece, eccoci qua, tra le pagine di un quotidiano, ad assaporare il dolce gusto della soddisfazione di aver pubblicato un articolo per la prima volta. Questa prima affascinante esperienza da cronisti ci ha talmente entusiasmato, che alcuni di noi iniziano a pensare a un futuro all’interno di una redazione: la fantasia, la testardaggine e la determinazione di certo non ci mancano, ma saremo pronti per questo tuffo tra penne, matite e tante idee? Per scoprire un po’ dei trucchi del mestiere, abbiamo intervistato la giovane giornalista Nicoletta Tempera, da sei anni collaboratrice del Resto del Carlino.
Cosa l’ha spinta a imboccare la strada del giornalismo?
"Nel 2005, mentre preparavo la mia tesi di laurea in Lettere Moderne, ho iniziato a interrogarmi su cosa avrei fatto nell’immediato futuro. Così ho preparato tre curricula e li ho portati nelle redazioni di tre quotidiani: il Resto del Carlino, il Messaggero e il Corriere Adriatico. Dopo un paio di mesi mi ha chiamato il mio attuale capo, Natalia Encolpio, ed è iniziata la mia avventura nel Resto del Carlino, che dura ormai da 6 anni. E’ un mestiere appassionante, diverso ogni giorno, che è diventato parte integrante della mia vita".
Quali soddisfazioni si provano nella sua professione?
"La soddisfazione più grande per un giornalista è lo scoop, ovvero dare una notizia che gli altri non hanno, in gergo il ‘buco’. Vedere all’inizio la propria firma sul giornale è una soddisfazione unica. Pensate che la mia prima firma è apparsa in calce a un’intervista ad Alex Britti finita sulle pagine regionali".
Quali regole d’oro indicherebbe a chi, come noi, inizia a sognare di costruire una carriera nel giornalismo?
"Chi sogna di diventare giornalista deve essere curioso e pronto a mettersi del tutto in gioco. Sembrano tutte rose e fiori, ma il nostro spesso è un mestiere complicato, come sono complicati tutti i mestieri che portano a confrontarsi quotidianamente con le persone. Un ultimo consiglio: coltivare bene i rapporti interpersonali. Un buon giornalista, infatti, è colui che ha tanti contatti, di modo che, essendo costantemente informato, possa essere il primo ad avere la notizia".
Noi ragazzi ringraziamo infinitamente la dottoressa Tempera e, con lei, tutta la redazione del Carlino che ci ha permesso di vivere per la prima volta questa bellissima esperienza.
Camilla Tomassini e Barbara Virgili









