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Arengo, la procura chiede
i cartellini dei dipendenti

L’inchiesta è nata sulla base di segnalazioni riguardanti ipotizzate uscite non autorizzate durante l’orario di lavoro e con una frequenza importante, da parte di un gruppo di lavoratori del Comune ascolano

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Arengo Ascoli (Foto LaBolognese)
Arengo Ascoli (Foto LaBolognese)

Ascoli Piceno, 9 settembre 2010 - Cartellini e orari di lavoro dei dipendenti comunali sotto inchiesta sarebbero stati richiesti, ora, dalla magistratura ascolana. Un passo decisivo per l’inchiesta aperta dalla procura ormai da più di un anno e che coinvolgerebbe, fino a questa fase, tredici dipendenti dell’Arengo.

Un’inchiesta nata proprio sulla base di segnalazioni riguardanti ipotizzate uscite non autorizzate durante l’orario di lavoro e con una frequenza importante, da parte di questo gruppo di dipendenti del Comune ascolano. 
 

Le voci ed indicazioni cui ora la magistratura sta cercando di dare una credibilità, attraverso la raccolta di prove e di adeguate documentazioni, riguarderebbero casi come quelli in cui alcuni di questi dipendenti nel mirino sarebbero usciti dall’ufficio, dopo aver timbrato il cartellino, per andare a fare shopping o al mercato, o magari per altri interessi personali che nulla avevano a che fare con i compiti lavorativi assegnati loro. Oppure uscite in netto anticipo rispetto all’orario prestabilito delle ore 14.

E ancora altre indicazioni relative a numerosi giorni di assenza tra ferie e recuperi. Il tutto è finito al vaglio della magistratura anche attraverso le indagini avviate dalla polizia giudiziaria su indicazione della procura. E adesso, con la richiesta che sarebbe arrivata all’Arengo della consegna di cartellini e orari di lavoro dei dipendenti finiti nel mirino, il cerchio comincerebbe a stringersi, con una serie di verifiche più approfondite e basate, presumibilmente, sul controllo incrociato tra le prove raccolte e i documenti ufficiali come, appunto, gli orari ed i cartellini timbrati.
 

Tremano, dunque, coloro che, seppur pochi rispetto alla stragrande maggioranza dei dipendenti comunali, potrebbero ritrovarsi ‘inchiodati’ alle proprie responsabilità una volta che il lavoro dei magistrati sarà giunto a conclusione. Un discorso che potrebbe avere possibili conseguenze non trascurabili e che viaggia parallelamente alla riorganizzazione di tutta la macchina comunale posta in essere dell’Amministrazione e che comprende la ridefinizione di aree, settori, incarichi e compiti.

Una ridefinizione di ruoli che avrebbe proprio la finalità di rendere maggiormente trasparente, efficiente ed efficace nelle risposte tutta l’organizzazione interna di Palazzo Arengo. Per una lotta serrata ai presunti fannulloni che si snoda su due direttrici: quella organizzativa e quella giudiziaria.


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