Universitari sotto
la pioggia contro
la riforma Gelmini
Oltre 200 studenti hanno sfilato per le vie di ascoli fino a piazza del Popolo
Ascoli, 1 dicembre 2010 - IL METEO non ha fatto sconti: la preannunciata pioggia si è regolarmente abbattuta su Ascoli sin dalle prime luci del mattino. Malgrado questo alle nove e mezzo, come annunciato, un centinaio di studenti si sono ritrovati davanti alla sede della facoltà di Architettura sull’Annunziata per prepararsi alla manifestazione contro la riforma dell’Università firmata dal ministro Gelmini. Sotto i portici dell’edificio che ospità l’università era tutto un preparare striscioni, scambiarsi cenni d’intesa, distribuire volantini, con tanto di lenzuolo appeso con su scritto ‘Vendesi’, sintesi di tutta la protesa: «I provvedimenti del Governo mettono di fatto in vendità tutta la cultura — ha detto uno studente —, e con lei il mondo universitario».
TUTTO questo mentre la Digos, senza troppo affanno, seguiva l’evolversi della situazione. Così, il corteo è regolarmente partito alla volta delle sedi di lungo Castellano e largo Cattaneo per andare a ‘reclutare’ altri studenti direttamente dalle aule. Alla fine il numero dei manifestanti arriverà più o meno a duecento, con tanto di fischietti, trombette, pentole e slogan ripetuti incessantemente: da ‘Noi la crisi non la paghiamo’ a ‘Ci bloccate il futuro, vi blocchiamo la città’. In verità, però, l’impressione generale non è delle migliori: come se quello che un tempo era lo spettro che si aggirava per l’Europa terrorizzandola avesse con il tempo cambiato faccia, fino ad assumere le sembianze languide e spaurite di Casper il fantasmino. Ma fa lo stesso, l’obiettivo era ‘sensibilizzare’ sul tema dei ‘tagli indiscriminati’ all’università operati dal Governo e c’è da dire che, effettivamente, molti sono stati i curiosi che si sono affacciati dalla finestra di casa o dell’ufficio per vedere cosa stava accadendo in strada. L’unico sussulto è arrivato all’altezza dell’ospedale vecchio, proprio all’inizio del corteo, quando dal nulla si è sentito il rumore di vetri infranti. La Digos si è precipitata dalle retrovie pronta al peggio, ma era solo un’operaio intento a martellare gli infissi...
IL RESTO della manifestazione è filato liscio, con i bambini della D’Azeglio che si sono abbandonati a un applauso solidale al passaggio degli studenti sotto la loro scuola e le forze dell’ordine che, al massimo, hanno dovuto redarguire un ragazzo che ha suonato i campanelli di tutto Corso Vittorio Emanuele per avvisare del passaggio del corteo, casomai ce ne fosse stato bisogno. Dopo un chilometro abbondante di marcia sotto la pioggia, con l’acqua che ormai si era fatta tutt’uno con le scarpe e, soprattutto, mentre il Governo si stava facendo mettere ko alla Camera da un emendamento dei finiani, uno striscione veniva steso davanti a Palazzo dei Capitani: ‘No alla Ri...forma, sì alla Ri...cerca’. Si è conclusa così la giornata di protesta degli universitari ascolani. Mentre a Roma e Bologna si susseguivano le cariche della polizia, mentra la A14 veniva bloccata, mentre molte università d’Italia venivano occupate. Fatti che, magari, non dicono tanto sulla protesta in sé, ma che sicuramente rivelano la negatività del momento.
di MARIO DI VITO









