Blitz sulla "Genevieve"
di Marcello Iezzi
Ascoli, 25 gennaio 2012 - DUE TUNISINI di 31 anni, sono stati arrestati dai carabinieri di San Benedetto per detenzione a fine di spaccio di sostanze stupefacenti. In una cuccetta della motonave Genevieve, ancorata nel porto in attesa della rottamazione, i militari dell’arma hanno trovato 30 grammi di eroina bianca ed una consistente somma di denaro che è stata posta sotto sequestro perché sospetto provento di spaccio. Il maxiblitz antidroga è scattato all’alba di ieri ed ha visto impegnati i carabinieri del nucleo operativo radio mobile della compagnia di San Benedetto, una unità cinofila dei militari dell’arma di Pesaro ed i militari dell’unità marittima di stanza nel porto.
Quando i carabinieri sono piombati all’interno del vecchio peschereccio atlantico, nella prima cabina sotto plancia hanno sorpreso nel sonno due magrebini, uno dei quali senza permesso di soggiorno, ritenuti estranei a vicende di droga, mentre nella zona più bassa dello scafo, hanno trovato due cittadini tunisini S.R. imbarcato su un peschereccio della flottiglia locale e B.A. disoccupato e clandestino, nella cui cabina il cane antidroga Drago ha scovato un sacchetto contenente i 30 grammi di eroina, nascosto nell’intercapedine della nave.
Probabilmente i militari dell’arma sospettavano di trovare una quantità maggiore di sostanza stupefacente, visto che hanno fatto intervenire anche gli uomini del primo nucleo sommozzatori di San Benedetto, i quali hanno ispezionato esternamente lo scafo del Genevieve e lo specchio d’acqua circostante, nel timore che, sentendo arrivare i carabinieri, i due tunisini potevano aver gettato altra droga in mare.
LE RICERCHE hanno dato esito negativo. I due arrestati si trovano rinchiusi nelle camere di sicurezza dei carabinieri, a disposizione della magistratura ascolana. Oggi, probabilmente, ci sarà l’udienza di convalida dell’arresto. Entrambi sono difesi dall’avvocato Gramenzi di Ascoli. A bordo dell’imbarcazione c’erano anche diversi razzi di segnalazione che sono stati prelevati e consegnati a personale responsabile della Provincia. La motonave Genevieve è stata altre volte al centro di controlli da parte delle forze dell’ordine, perché divenuta un ricovero per senza tetto, in particolare marittimi extracomunitari che non possono permettersi un alloggio, ma è anche un nascondiglio per persone che vivono border line, come ha dimostrato il blitz di ieri mattina, coordinato dal capitano Massimo Di Lena. Da due settimane i carabinieri tenevano il sito sotto stretto monitoraggio perché ultimamente era stato notato in zona un movimento di tossicodipendenti locali.
di Marcello Iezzi