Bologna / Ancona / Ascoli / Cesena / Civitanova Marche / Fano / Fermo / Ferrara / Forli / Imola / Macerata / Modena / Pesaro / Ravenna / Reggio Emilia / Rimini / Rovigo

"Così ho ucciso Jason, figlio del tradimento"

Il bimbo scomparso

Il racconto di Denny ai compagni di cella 

di Natalia Encolpio

Ascoli, 27 gennaio 2012 - "Il bambino cominciò a piangere, non so cosa mi sia preso, nonostante l’avessi riconosciuto ho pensato al tradimento di mia moglie e al fatto che il bambino non era il mio. L’ho preso e l’ho scagliato sul divano nella seduta centrale in cui il cuscino era spostato dal telaio e il bambino ha sbattuto la nuca contro il telaio del divano...A quel punto è arrivata Katia che si è messa a piangere».

Parole terribili che fotografano con crudezza quello che è accaduto una calda sera di luglio nella casa di Folignano dove abitavano Denny Pruscino e Katia Reginella con il piccolo Jason. A raccontare l’omicidio è lo stesso Denny Pruscino al suo compagno di cella Troka Altin che ascolta e chiede a Denny come avesse poi reagito sua moglie. E Pruscino risponde «che Katia aveva pianto tutta la notte ma non si erano rivolti la parola».

E questo racconto ritorna uguale nelle testimonianze di altri due ex compagni di cella di Denny: Emanuele Giannella e Davide Leni. Emanuele dice: «Gli chiesi se la moglie Katia era con lui; mi rispose che era a fare i servizi in un’altra stanza. Precisò che subito dopo averlo sbattuto sul divano prese il bambino che era ancora vivo agonizzante. Sopraggiunse la moglie che vide il bambino e si mise a piangere». Mentre Davide racconta che Denny afferma che «la moglie che in quel momento (dell’omicidio del bimbo, ndr) era in un’altra stanza, accorreva e scoppiava a piangere».

«Queste tre deposizioni — spiega l’avvocato Vincenzo Di Nanna, che assiste Katia Reginella — ritenute dotate di una credibilità sia dalla procura che dal gip, riferiscono in maniera concorde e precisa, che la donna non era neppure presente nel momento in cui Pruscino uccideva il piccolo Jason».
«Ma vi è di più — prosegue Di Nanna — Troka Altin riferisce che, a dire di Pruscino, la furia omicida sarebbe scaturita da un sentimento di gelosia verso la moglie. Un movente che Katia quindi non può aver certamente condiviso, come erroneamente ritenuto dal gip».
Con questa ricostruzione dei fatti Di Nanna chiede alla Cassazione di derubricare il reato: non si può parlare di concorso in omicidio per Katia se lei era addiritttura in un’altra stanza mentre Denny uccideva Jason.

«Dando per buona questa ricostruzione dei fatti — prosegue l’avvocato — non si può configurare un’ipotesi di concorso perchè o si dimostra l’esistenza di un accordo tra Pruscino e Katia oppure questo non esiste. Ci deve essere l’accordo sin dall’inizio o quantomeno la parte che non partecipa deve avere promesso il suo interessamento prima che l’azione sia posta in essere. E dalle parole che riferiscono i compagni di cella tutto questo non è accaduto».

Poi il movente: Jason è frutto del tradimento e Denny è accecato dalla gelosia e esplode in un raptus omicida. La gelosia è di Pruscino verso Katia che è vittima di questa furia. Uno scenario opposto ed imcopatibile con quanto affermato dai magistrati ascolani. Di Nanna ha inviato a Roma il ricorso con le successive integrazioni e spera che questo possa cambiare la situazione. «Se venisse accolto — spiega — si potrebbe derubricare il reato e scarcerare Katia. Perchè non solo non ha ucciso Jason ma è anche lei una vittima di Denny».

di NATALIA ENCOLPIO

Pubblicità locale
Trova aziende e professionisti
Powered by ProntoImprese
  • Notizie Locali
  • il Resto del Carlino:
  • La Nazione
  • Il Giorno
  • Blog
Copyright © 2011 MONRIF NET S.r.l. - Dati societari - P.Iva 12741650159, a company of MONRIF GROUP - Powered by