Le gemelline Schepp scomparse il 31 gennaio di un anno fa: ricerche ancora in corso
di Nicoletta Tempera
Ascoli, 31 gennaio 2012 - Un anno dopo, mamma Irina non smette di sperare. E continua a chiedere di cercare ancora le sue bellissime bambine, Alessia e Livia, scomparse un anno fa esatto da Losanna.
Le gemelline di 7 anni erano state affidate per un week end al loro padre, Matthias Schepp, morto suicida lo scorso 3 febbraio alla stazione di Cerignola. L’uomo avrebbe dovuto portare le bimbe a scuola, ma non l’ha fatto. Ha preso l’auto ed è partito alla volta dell’Italia, non si sa se avesse con sé ancora le bambine, o se la loro sorte si fosse consumata prima, a pochi metri dalla sicurezza della loro casa e della loro mamma. «Irina non si arrende — racconta il cugino, l’avvocato ascolano Roberto Mestichelli —. Arrivano segnalazioni continue e le ricerche non si fermano. Purtroppo finora tutte le piste battute non hanno portato da nessuna parte».
L’avvocato Mestichelli non lo dice, ma è chiaro che la speranza, in questo momento, si è ridotta a riuscire a ritrovare almeno i corpi delle bambine, per dar loro una degna sepoltura.
«Sono arrivate anche a me tantissime segnalazioni, anche fotografiche — continua il cugino di Irina Lucidi —. Gente che dice di aver visto le bambine in mezza Europa e anche ai Caraibi. Le persone ci sono vicine, ci vogliono aiutare e ogni segnalazione, come ha detto già Irina un anno fa, è bene accetta, può aiutare il corso delle indagini».
Indagini (condotte in Italia dalle Squadre Mobili di Ascoli e Foggia) si sono concentrate anche in un lago non lontano da Losanna, dove Shepp potrebbe aver buttato i cadaveri delle bimbe, chiusi in due valigie, dopo averle uccise, forse avvelenandole. Ci sono diversi elementi che portano verso questa tragica ipotesi: il primo è la scomparsa, segnalata dalla stessa Irina, di due valigie; il secondo, non meno significativo, la presenza del cellulare di Matthias Schepp, il pomeriggio del 30 gennaio dello scorso anno, a Morges, non distante del lago.
Qui si perdono le tracce delle bambine. C’è chi dice di averle viste in Corsica, sul traghetto col loro padre. Ma non ci sono conferme. E la pista della morte in Svizzera, al momento, sembra la più accreditata.
di Nicoletta Tempera