Raniero Isopi interviene in merito alla petizione popolare per riportare il "Tesoro dei Longobardi" ad Ascoli
Ascoli, 31 gennaio 2012 - Raniero Isopi interviene in merito alla petizione popolare per riportare il «Tesoro dei Longobardi» ad Ascoli. Di seguito l'intervento integrale
"La petizione popolare per riportare il Tesoro dei Longobardi nella nostra città non è nato per alimentare polemiche, malumori e “bacchettate”. Si tratta invece di un progetto che nasce e cresce in perfetta continuità e coerenza con le richieste che l'amministrazione ascolana ha portato avanti sin dal giorno in cui quei reperti vennero alla luce, oltre un secolo fa. Dal momento degli scavi (1893-95) è iniziata una compravendita che ha avuto per oggetto i secoli della nostra storia e per protagonisti i rappresentanti dell'allora governo e un prete di campagna. Per decenni i sindaci ascolani hanno richiesto, esortato, sollecitato i Ministri affinché il tesoro tornasse nella sua città. I Longobardi sono tornati poi al centro dell'attenzione con una insolita mostra fotografica nel 1987 per poi essere al centro di una mostra che nel 1995 ha consentito di mettere temporaneamente a disposizione della nostra città una scarsa rappresentanza di pezzi giunti da Roma.
Fu allora che la benemerita associazione Ascoli Nostra manifestò davanti al Museo Archeologico Statale (sede dell'esposizione insieme al Palazzo dei Capitani) per cercare di impedire che i reperti facessero ritorno nella Capitale, con un gesto simbolico cui parteciparono anche persone che oggi invece “bacchettano”. Da quel gesto fino ad oggi sono state certamente lodevoli le iniziative delle amministrazioni comunali che hanno profuso impegno e buona volontà nell'arte della diplomazia e sulla strada della prudenza che a volte, però, la politica può confondere con un eccesso di timidezza.
Noi pensiamo che oggi sia il momento di affiancare alla prudenza un'azione concreta che metta al centro della vicenda la voce degli ascolani. Diciamolo chiaramente: che cosa si è prodotto finora per riportare ad Ascoli il Tesoro dei Longobardi? Mi “bacchettano” e si risentono perché mi sono fatto promotore, insieme a molte associazioni, di questa iniziativa e ne porto la voce all'interno del Consiglio Comunale. Ma chi si infastidisce faccia vedere in che maniera si muovono le cose e in quale direzione. Io non trovo documenti che avvicinino in maniera sostanziale il Tesoro al Piceno. Unici documenti sono rappresentati da due fogli in cui un esponente della sovrintendenza nazionale scrive al dipartimento di Ancona elencando pochi indefiniti reperti che dovrebbero testimoniare 500 anni di storia della terra picena. Questi fogli, tra l'altro, non presentano intestazione né timbri né segno alcuno che ne faccia documenti ufficiali. Probabilmente questa mancanza di ufficialità rientra nelle buone norme di certa diplomazia, ma sono l'unico risultato di tutte le operazioni che riguardano il tesoro dei Longobardi: fogli di carta che ipotizzano per Ascoli un “Museo-Bignami” fatto di pochi oggetti, qualche briciola per accontentare gli ambasciatori della cultura ascolana.
Ecco: di questo noi non ci accontentiamo. Noi vogliamo un museo vero. Non vogliamo creare disagio all'amministrazione ascolana, né vogliamo mancare di rispetto alla Sovrintendenza che custodisce il nostro Tesoro Longobardo. Ma oggi è l'intera comunità picena che vuole far sentire la propria voce, dai comuni delle montagne fino alla riviera. La raccolta, pur iniziata sommessamente, in dieci giorni ha già messo insieme 1126 firme. E siamo solo all'inizio: ad Ascoli saranno attivati 12 centri di raccolta in bar, tabaccherie, negozi, librerie e circoli per poi raggiungere anche gli altri centri del Piceno. A breve sarà attivato anche un sito web. Dopo la raccolta delle firme sensibilizzeremo i politici eletti nel nostro territorio, il governo regionale e quello nazionale. La diplomazia è una nobile e complessa attività che, se esercitata con abilità può portare molti frutti alla nostra terra, ma di certo non può impedire che una iniziativa popolare offra alla popolazione l'opportunità di esprimersi, secondo le regole di una democrazia e di un attaccamento al Piceno che nascono dal cuore della cittadinanza (più che dalla pancia, come qualcuno ha detto). Noi, quindi, chiediamo a chi lo desidera di far sentire le propria voce per riavere il Tesoro dei Longobardi, indebitamente allontanato dalla città di Ascoli. Se tutto questo risulterà per alcuni troppo chiassoso, non possiamo che invitarli a coprirsi le orecchie, noi amiamo questo tipo di rumore".