Le indagini sono partite quando sono state riscontrate delle anomalie gestionali nei confronti della principale ditta destinataria delle false fatture
Ascoli, 1 febbraio 2012 - Ha evaso 22 milioni di euro in tre anni, dal 2005-2007, di cui 8 tra sanzioni e interessi. La truffa scoperta dai funzionari dell'Agenzia delle Entrate è stata messa in atto da una società ascolana. L'azienda aveva l'Iva in detrazione in continua crescita, ma la merce rimaneva nei magazzini del fornitore. Gli scambi commerciali erano fasulli e servivano solo a produrre fatture per operazioni inesistenti.
Le indagini sono partite quando sono state riscontrate delle anomalie gestionali nei confronti della principale società destinataria delle false fatture. A far scattare l'allarme anche una sostanziale mancanza di economica negli scambi commerciali.
Gli ispettori dell'Agenzia hanno ricostruito analiticamente il reale volume di affari dei soggetti coinvolti nella frode e accertato l’esistenza di una società ‘cartiera’ costituita al solo scopo di interporsi negli scambi commerciali di telefonini tra più soggetti per generare detrazioni Iva non spettanti. Da queste detrazioni maturavano crediti a favore di acquirenti compiacenti, non riconosciuti dall’amministrazione finanziaria.
La Commissione tributaria provinciale di Ascoli Piceno, chiamata in causa dalla societa’ ascolana, ha avallato la ricostruzione della frode fornita dall’Agenzia.