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Città in lutto, è morta ‘la Palomma’

La pescivendola più amata dai sambenedettesi

Alla Madonna della Marina i funerali di Sofia Merlini Lascia il tuo ricordo

 

di Pasquale Bergamaschi

Sofia Merlini, la 'Palomma'
Sofia Merlini, la 'Palomma'

San Benedetto, 22 febbraio 2012 - dici, è morta Sofia Merlini e in tanti rimangono indifferenti. Della serie: non rilevata. Ripeti, col nomignolo tipico della gente marinara, è morta ‘la Palomma’ e…, apriti cielo! Tutti la conoscevano. Per la sua verve nella vendita del pesce fresco pescato dal defunto consorte Paolini, detto ‘Prichiò’ e dai figli Giovanni, Franco. Poi, perché aveva sfornato una carovana di figli.

Fino a 5 anni fa, ‘la Palomma’ la vedevi in prima fila al mercatino comunale ‘Dal produttore al consumatore’. Una ‘sciccheria’, dopo che il Comune lo aveva messo a norma, per la sora Sofia abituata a portare le cassette di pesce sul carrettino per sommare quel tanto necessario a far campare la mega famiglia. Pensate, dal porto partiva al mattino presto per raggiungere la collina, da Ripatransone ad Acquaviva, da Monteprandone a Monsampolo e oltre, con quello spirito di sacrificio e quella voce indistinguibile che era un tutt’uno con l’immagine de ‘la Palomma’.

Ieri, alle 8,45, non si è svegliata. Se ne è andata nella sua abitazione di via San Martino, a 88 anni. Una mazzata per i figli Giovanni, Ennio, Nazzareno, Massimo, Luciano, Franco, Patrizia, Antonella, Maria, Grazia e Giovanna, per le nuore, generi, sorella, fratelli, cognati, nipoti e pronipoti che tenevano e tanto alla nonna – bisnonna. Che, nonostante l’età, stava sempre vicino a figli e ai nipoti, aiutandoli quanto poteva: quasi sempre. Una vera e propria protagonista anche ne ‘La vita in diretta’. Quando Michele Cucuzza la intervistò 12 anni fa sul ruolo della donna nella civiltà e cultura marinara seppe dire la sua con semplicità, coerenza popolare e con quel modo di fare che ne ha contraddistinto una vita di continue preoccupazioni per i figli in mare.

Insomma è un altro pezzo di storia sambenedettese che se ne va. Personaggi come ‘la Palomma’ o come la suocera ‘la Prichiona’, non torneranno più nella loro schietta onestà nella vita quotidiana della San Benedetto che progredisce scordando le ataviche origini marinare. Per questo è d’obbligo ricordare sempre questa semplice, piccola – grande donna e prendere ad esempio l’insegnamento dato ai figli, ai nipoti e ai pronipoti etichettati con il marchio di qualità: nati a San Benedetto. Il rito funebre domani, alle 8,45, alla Cattedrale della Madonna della Marina. Il feretro partirà dall’abitazione di Sofia Merlini: ‘la Palomma’.

 

di Pasquale Bergamaschi

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