Ascoli, 9 giugno 2017 - Una parziale ma suggestiva ricostruzione della città così come questa si presentava nel primo secolo avanti Cristo. Il tutto, ovviamente, utilizzando la tecnica a tre dimensioni. E’ quanto effettuato dall’architetto ascolano Marco Scoccia, con il suo video che in queste ore sta letteralmente spopolando nel web, ottenendo migliaia di visualizzazioni e di condivisioni sui social. Nativo di un paese vicino Avezzano, Scoccia vive ad Ascoli da vent’anni e nel video traccia un quadro abbastanza dettagliato su come era ‘urbanizzata’ la città in quel periodo. Da Porta Gemina (Porta Romana) alla chiesa di San Venanzio, da corso Mazzini (il cosiddetto ‘Decumano Massimo’) all’anfiteatro, dalla chiesa di San Gregorio Magno al forte Malatesta, Scoccia non ha tralasciato proprio niente.

"Sono un libero professionista e mi occupo per lavoro di informatica grafica e multimedialità, di realizzazione di modelli 3D, nonchè della produzione di database territoriali – spiega l’architetto –. L’idea di svolgere tale ricostruzione è nata quando qualche anno fa mio figlio mi ha parlato del progetto scolastico ‘conoscere Ascoli’ e delle passeggiate che la sua classe, nella scuola elementare di via Speranza, aveva effettuato per vedere i resti romani presenti appunto sotto le cento torri".

Da una sua domanda in merito a questi monumenti, dunque, capii che i ragazzi non riuscivano ad immaginare bene come fossero fatti gli edifici di epoca romana. Con pazienza, ricerca e lavoro ho realizzato il modello 3D, quindi, che ho poi fatto vedere alla stessa classe quinta elementare di via Speranza, tra lo stupore degli studenti. A lungo ho provato a portare il video in tutte le scuole di Ascoli, mostrandolo sia al sindaco Castelli che ai dirigenti scolastici, ma non ho avuto riscontri, in tal senso. Allora ho deciso di pubblicarlo su Facebook sperando che anche i giovani possano vederlo ed apprezzarlo.

Per realizzare il video mi sono basato su uno studio sull’urbanistica di Ascoli romana a cura della docente Marinella Pasquinucci dell’università di Pisa, ma anche sui documenti conservati in biblioteca e sugli studi del professore Enrico Giorgi. Questo video, quindi, era pronto ormai da diversi anni ma non mi ero mai convinto a renderlo pubblico. Adesso invece l’ho fatto – conclude l’architetto Scoccia – con l’auspicio che possa essere utilizzato magari in pinacoteca a beneficio dei turisti oppure all’interno delle stesse scuole. Ho ricevuto tantissimi complimenti anche da parte di alcuni storici locali e dalle associazioni che si occupano di archeologia, cominciando dal Fai. Non mi aspettavo tutto questo successo ma devo ammettere che mi sento molto gratificato».