Arquata, 8 novembre 2017 - Dal terremoto del 24 agosto 2016 è passato più di un anno, ma non tutti gli arquatani sono ancora rientrati in paese. Per ora sono state assegnate solo le casette di Pescara, Borgo, Pretare e Piedilama. I residenti delle casette di Spelonga e ‘Borgo 2’ dovranno invece attendere ancora qualche giorno per poter entrare finalmente all’interno dei moduli abitativi che avevano richiesto, a più di quattordici mesi dal terremoto del 24 agosto 2016. I lavori, infatti, sono terminati già da un pezzo, ma ci sono stati dei ritardi in merito ai contratti che ogni singola famiglia ha dovuto stipulare per quanto concerne gli allacci della luce, dell’acqua e del metano.

«Nel corso di questa settimana i vari allacci dovrebbero essere pronti – spiega il vicesindaco Michele Franchi, che da qualche giorno è uscito dall’ospedale dopo il malore accusato lo scorso 29 ottobre -. Prevediamo che entro il 13 novembre gli inquilini potranno entrare nelle 33 casette di Spelonga e nei 32 moduli di ‘Borgo 2’. Per quanto riguarda le casette di Faete, invece, che sono 14, bisognerà aspettare la settimana successiva, quella che si conclude il 19 novembre. Comunque, questa volta ne siamo certi, per gli arquatani sono gli ultimi giorni negli alberghi, perché non vediamo l’ora di riaccoglierli nel nostro territorio. Nel frattempo, al di là dell’assegnazione delle casette, tengo a precisare che stiamo lavorando per ridurre ulteriormente le zone rosse sia a Spelonga che a Faete e Trisungo, perché per Natale vorremmo riaprire tutte le frazioni del paese, tornando così a sorridere e stare bene in armonia come ai vecchi tempi. E’ questa la promessa che in questo momento io e il sindaco Petrucci vogliamo fare agli arquatani – conclude Franchi -. Vogliamo che per Natale Arquata sia nettamente migliore rispetto a quella che vediamo adesso e cercheremo anche di organizzare numerose iniziative per ricreare uno spirito di comunità tra tutti i cittadini».  Infine, sta proseguendo la rimozione delle macerie. «Le ruspe stanno lavorando nel centro storico – chiude il vicesindaco Franchi -. Fa davvero male vedere questi mezzi che portano via ciò che resta del nostro paese. Ogni volta mi piange il cuore, ma ormai è ora di guardare avanti, al futuro, con ottimismo ed entusiasmo perchè dobbiamo rinascere e sono convinto che ci riusciremo al più presto».