Ascoli, 6 ottobre 2017 - Non ha ancora un nome, ma un appellativo sì: lo «sfriciatore» seriale. Ormai così lo chiamano, soprattutto sui social ai quali i residenti di alcuni quartieri cittadini hanno affidato la loro rabbia. «Non se ne può più. Ieri mattina le macchine parcheggiate lungo la via in cui abito erano tutte state ‘autografate’».

La zona di cui si parla è in centro storico, ma anche altri quartieri sembra che siano stati interessati da questo fenomeno. Nessun furto, nessun tentativo di aprire le portiere. Soltanto una serie incredibile di regalini lasciati sulle portiere o sui cofani delle automobili. Non è raro che qualcuno, magari ubriaco, per il solo gusto di fare qualcosa di stupido si presti a rovinare le macchine degli altri; ma il fatto che siano così tanti i casi e soprattutto concentrati in determinate zone, farebbe pensare che ci si trovi di fronte non a uno «sfriciatore» occasionale ma a una persona che agisce con un certo metodo.

In particolare, il cosiddetto «sfriciatore» seriale avrebbe preso di mira Porta Cartara, lungo Castellano, via di Porta Torricella, via Dante Alighieri e via Candido Augusto Vecchi. C’è una continuità geografica non da poco. Le strade sopracitate infatti sono tutte attigue una con l’altra. E soprattutto non è la prima volta che accadono episodi simili. Anzi, già a giugno l’ignoto autore di questi ricami (potrebbe ovviamente essere più di uno, ma le modalità sono sempre molto simili) era entrato in azione, e ultimamente si è ripetuto. I post lasciati da alcuni utenti su Facebook hanno ottenuto una lunga serie di reazioni da parte di persone che da un giorno all’altro si erano ritrovate anche loro la macchina rovinata. «Continua l’opera del folle sfriciatore seriale», ha scritto sabato scorso un utente. E giù un elenco di commenti simili. «Credo sia arrivato anche dalle parti di Monticelli», risponde un altro; «A porta Cartara ha fatto una strage», aggiunge un terzo, mentre una donna afferma che «questo pazzo continua... e dopo aver ritrovato tutta, e dico tutta, la fiancata della mia macchina rigata, mi sono resa conta di quante macchine portino la stessa firma di questo essere che agisce allo stesso modo con tutti».

Un’altra zona bersagliata sembrerebbe quella di porta Cappuccina: una denuncia arriva da via Bengasi mentre una ragazza di via Verdi scrive che «la mia macchina è stata sfriciata su tutte e due le porte». Per confezionare questi lavoretti, il rigatore seriale ha utilizzato probabilmente soltanto delle chiavi o comunque qualcosa di appuntito. C’è chi propone appostamenti notturni e addirittura ronde: misure forse eccessive, ma se il fenomeno dovesse ripetersi non si esclude che qualcuno non possa realmente stufarsi e prendere iniziative personali.