Ascoli, 5 ottobre 2017 - Il reato che viene commesso è evidente e le immagini di una fototrappola inquadrano anche chi l’ha commesso. Caso chiuso, verrebbe da dire. Invece no, perché il soggetto che si vede nell’istantanea ha un sosia: suo fratello gemello.

Preso atto di ciò, al giudice non è rimasto altro da fare che assolvere l’imputato, uno dei due fratelli. E’ decisamente singolare la vicenda della quale si è occupata il giudice del tribunale di Ascoli Barbara Bondi Ciutti. In una zona di montagna nell’Arquatano era stata apposta una segnaletica in base alla quale era vietato il transito ai non residenti e autorizzati; come secondo fine c’era quello di evitare che li si andasse a caccia.

Come si suol dire, «fatta la legge trovato l’inganno». Succedeva infatti che da qualche anno le Guardie forestali a inizio caccia trovavano il cartello in questione sistematicamente divelto. Se avessero fermato qualcuno in zona, non residente, costui avrebbe potuto tranquillamente dire che non aveva visto nessun cartello e quindi si salvava da sanzioni. La Forestale però questa sorta di presa in giro non poteva accettarla. E’ diventata una questione non solo di rispetto della legge, ma anche di orgoglio per il Corpo. «Quest’anno non ci fregano».

L’1 ottobre 2014 gli agenti hanno allora piazzato delle foto trappole all’accesso di un’area montana nel territorio di Arquata alla quale possono accedere solo proprietari e addetti ad attività agro-pastorale. Uno stratagemma tecnologico che ha subito dato i suoi frutti. Quando sono andati a rivedere le immagini hanno visto infatti un uomo che prendeva il palo della segnaletica e lo buttava giù, poi risaliva in auto e andava oltre. Stampate le foto, si sono piazzati sulla strada per attendere il rientro dei cacciatori. Hanno fermato un’auto con all’interno tre persone, fra cui i due gemelli. «Sei stato tu» hanno detto a uno dei due fratelli, quello alla guida dell’auto, e gli hanno contestato l’illecito amministrativo.

Nel fare il rapporto gli agenti hanno però scritto che era stato l’altro fratello gemello che è finito sotto processo accusato di danneggiamento per aver divelto il segnale di divieto di transito regolato da ordinanza del sindaco di Arquata. Durante il processo il legale dell’imputato, avvocato Raffaele Giammarino, ha posto all’attenzione del giudice il contrasto fra la sanzione amministrativa e l’informativa e quindi il giudice ha emesso una sentenza di non colpevolezza ‘per non aver commesso il fatto’.