Ascoli, 17 marzo 2017 - Tentativo di furto e arresto nel giro di poche ore. Tutto grazie ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Ascoli, che nella notte tra mercoledì e ieri sono riusciti a intercettare un gruppo di malviventi che poco prima aveva tentato di fare irruzione in due bar. Si tratta di tre giovani e un 43enne: tre sono albanesi, uno italiano.
Il primo episodio è avvenuto intorno alle due di notte. Tre persone con il volto coperto hanno provato ad entrare al «Caffè del Duca», nel quartiere di San Marcello. Nella circostanza, i ladri hanno colpito più volte la porta di ingresso con delle grosse pietre per cercare di rompere il vetro, senza riuscirci. La cosa incredibile, comunque, è che nessun residente si sia accorto di nulla, nonostante il bar si trovi proprio al piano terra di una palazzina piena di appartamenti. 

«Quando questa mattina (ieri, ndr) sono andato ad aprire il locale – spiega il titolare del bar tabacchi – ho visto la porta quasi in frantumi. Fortunatamente i ladri non sono riusciti a rompere il vetro, perché lo scorso anno abbiamo subito un furto e quindi abbiamo deciso di metterne uno antisfondamento. Il danno, comunque, è sicuramente superiore a mille euro». I carabinieri, nel frattempo, avevano ricevuto da un dispositivo tecnico la segnalazione del passaggio in città di una macchina risultata rubata e probabilmente utilizzata per un furto avvenuto nei giorni precedenti a Comunanza. 

In piena notte, i militari si sono quindi messi sulle tracce dei malviventi, riuscendo, grazie ai dispositivi gps, a rintracciarli intorno alle quattro di mattina, mentre stavano rientrando in un hotel di Alba Adriatica utilizzato come base. In questo lasso di tempo i ladri avevano tentato un altro furto, in un bar di Sant’Omero, anche stavolta senza riuscire a portare a termine il colpo. 

Sono finiti in manette: A. R., 23enne di origine milanese; S.L., 20enne, K.P. 25enne e P.P. 43enne tutti di origine Albanese. Nel pomeriggio di ieri il tribunale di Teramo ha convalidato l’arresto dei quattro, dispondendo il carcere per gli albanesi e i domiciliari per l’italiano. La piena responsabilità per i fatti avvenuti durante la notte è stata appurata anche grazie alle perquisizioni personali e dell’auto, che era stata rubata il 2 marzo a Porto Sant’Elpidio e all’interno della quale sono stati trovati gli strumenti da scasso utilizzati poco prima nei due locali. L’autovettura e gli attrezzi sono stati posti sotto sequestro. L’accusa per i quattro è di tentato furto continuato in concorso.