Ascoli, 18 giugno 2017 - Un cane ibernato nel frigorifero. Quando gli agenti hanno visto questa raccapricciante scena non credevano ai loro occhi. E’ successo ieri mattina, in una palazzina di via Loreto, una perpendicolare di via Napoli. Qui, in un appartamento, un uomo di 57 anni vive da solo, ma fino a poco tempo fa a fargli compagnia c’era il suo fedele amico a quattro zampe, un barboncino di razza. A chiamare i soccorsi era stato lo stesso 57enne, che ieri mattina ha telefonato al 112 farfugliando cose incomprensibili, forse in pieno stato confusionale.

I centralinisti della questura, grazie al numero di telefono, sono risaliti al soggetto e hanno individuato la sua residenza. Sul posto è giunta una volante della polizia assieme a una pattuglia della polizia municipale. Gli agenti hanno prima citofonato e poi bussato, ma nessuno dall’appartamento ha risposto; a quel punto, temendo il peggio, hanno chiamato i vigili del fuoco, i quali hanno aperto l’ingresso di casa, all’interno della quale non c’era nessuno. Nell’appartamento la situazione non era delle migliori dal punto di vista igienico, ma il peggio doveva ancora venire. Dentro al frigorifero, infatti, giaceva congelato un barboncino, lo stesso che fino a poche settimane prima i vicini vedevano in compagnia del proprio padrone. In un primo momento gli agenti hanno pensato a una morte violenta per la povera bestia. In realtà, però, sembra che il cane sia morto di morte naturale, anche perché era molto vecchio, avendo quasi venti anni. Nel frattempo il padrone e i suoi familiari sono stati rintracciati. La versione fornita dal 57enne è che non voleva privarsi del proprio cagnolino e così ha pensato, una volta deceduto, di conservare il suo corpo all’interno del frigorifero di casa. Una ricostruzione che, per quanto inquietante, pare abbia convinto gli agenti. Da una prima impressione, inoltre, sembra che il cane si trovasse nel frigo da pochi giorni. Sul posto nel frattempo sono giunti anche alcuni ispettori dell’Asur, che hanno poi chiesto all’uomo di recarsi in ospedale per un controllo sul suo stato psicofisico. Se non dovessero esserci sorprese, non ci saranno sanzioni o provvedimenti nei confronti del 57enne, colpevole, forse, solo di essersi affezionato troppo al suo cane, al punto da non volersene più privare.

d. c.