Ascoli, 2 gennaio 2018 - Si chiamano Elena e Raffaella le due nuove residenti delle casette di Pescara del Tronto. Sono venute al mondo il 30 dicembre e sono le ultime nate del 2017 all’ospedale Mazzoni.

Per noi cronisti è un rito, ogni volta, andare a scoprire tra le culle chi sono gli ultimi dell’anno che se ne va e i primi di quello che arriva. Ma stavolta il rito ha un sapore diverso, perché le due bimbe arrivano come un dono non solo per i loro genitori, Mario Filotei e Nicoletta Topa, ma un po’ per tutta Arquata e in particolare per Pescara del Tronto. «Decisamente un bel modo di finire l’anno – dice papà Mario all’ospedale – soprattutto dopo quello che abbiamo passato».

Anche loro, come ogni residente del paese che le scosse hanno cancellato, hanno pagato un prezzo altissimo al terremoto del 24 agosto 2016. «Io ho perso mio padre Giuseppe – racconta Mario –, oltre a tanti parenti, amici, conoscenti e alla casa. Sapete bene quanto è stata dura per tutti noi, e ora non c’è dubbio che questi due fiocchi rosa, come ogni buona notizia, ci aiutano molto e ci fanno guardare avanti con più fiducia».

Due nuove residenti delle casette, dicevamo, e anche qui c’è un problema perché mamma Nicoletta e papà Mario non sapevano ancora che sarebbero arrivate due gemelline quando si misero in lista per chiedere la loro casetta. «E così ne abbiamo una di sessanta metri quadrati – spiega Mario – un po’ piccola visto che siamo in cinque. C’è infatti anche il nostro primogenito di tre anni e mezzo, Gabriele. Ho provato a chiedere una struttura più ampia, ma qui pare che ogni cosa sia impossibile. Per ora non abbiamo ottenuto niente». E figuriamoci se con questa elefantiaca lentezza burocratica si possa risolvere in tempi rapidi un problema come questo.

Tra le tante difficoltà cui la famiglia Filotei ha dovuto far fronte, come tanti altri, c’è quella del lavoro. «Io sono un dipendente della Unimer – prosegue ancora il padre delle due bimbe e di Gabriele – e come sapete l’azienda ha proseguito la sua attività a Treviso, vista l’inagibilità del nostro stabilimento. Prima o poi dovrò andare su, in attesa che si possa ripartire qui». Futuro incerto, insomma. Ma d’altronde non potrebbe essere altrimenti per i residenti di un paese che di certo non sarà ricostruito dov’era e com’era. «In realtà noi non sappiamo cosa succederà – conclude Filotei –, non è ancora chiaro quali saranno le decisioni per Pescara. E quindi nemmeno quanto tempo dovremmo trascorrere all’interno delle casette». Ma oggi, almeno, ci sono Elena e Raffaella, due raggi di luce.