Ascoli Piceno, 2 gennaio 2018 - La Procura di Ascoli Piceno ha aperto un fascicolo dopo l'incendio alla palazzina dei migranti di a Spinetoli (VIDEOla notte di Capodanno. L'ipotesi di reato è di incendio doloso aggravato dall'odio razziale. I tre piani dell'edificio sono andati completamente distrutti.

La palazzina al centro di numerose polemiche, era destinata in un primo momento ad ospitare immigrati e in secondo momento ad accogliere minori stranieri non accompagnati. Il sopralluogo
del pm Umberto Monti insieme ai carabinieri del Nucleo investigativo di Ascoli, del Nucleo operativo di San Benedetto del Tronto e della Stazione di Monsampolo è terminato poco dopo le 16.

E' stato confermato che il rogo è di origine dolosa, le fiamme sarebbero state appiccate con un accelerante, di quelli normalmente utilizzati per accendere camini e bracieri. L'intervento dei vigili del fuoco ha evitato che il rogo arrivasse alla case vicine e alle auto parcheggiate lungo via Tevere. In alcuni palazzi vicini allo stabile incendiato ci sono ancora oggi striscioni contro l'arrivo degli immigrati.

E non tarda ad arrivare la reazione dei sindacati che esprimono una perentoria e "Forte condanna".  "La situazione in provincia - si legge in una nota di Cgil Cisl e Uil di Ascoli Piceno - è sempre
più preoccupante, siamo di fronte a una montante diffidenza e intolleranza nei confronti dei migranti, alimentata da un clima di paura verso l'altro e dall'immigrazione ridotta strumentalmente a un problema di sicurezza che rischia di rasentare fenomeni discriminatori, razzisti e xenofobi".