Ascoli, 12 settembre 2017 - Per un debito di tre centesimi, un’azienda di Marino del Tronto ha ricevuto dall’Inps una sanzione «per un importo pari a 467 volte la somma dovuta, applicando di fatto un tasso di interesse del 6.000 per cento».

A segnalarlo è Francesco Caputo Nassetti, presidente onorario della Ottima srl, un’impresa che si occupa di impianti di illuminazione a led per uso pubblico, industriale, commerciale. Caputo Nassetti rileva che «all’Inps si lavorava anche il 14 agosto», data della nota dell’istituto, e osserva che l’operazione di recupero è «antieconomica: il solo foglio di carta su cui è stato stampato l’accertamento è più costoso del credito vantato dall’Inps». Difficile dargli torto.

«Rispettiamo la legge e se abbiamo sbagliato pagheremo – aggiunge –. Anzi, pagheremo e basta, perché il costo della ‘sanzione civile’ applicata dall’Inps (14 euro) è inferiore a quanto spenderemmo in commercialisti e ricorsi». Ma resta «una differente interpretazione del termine ‘civile’ rispetto all’Inps e la sensazione che l’inflessibilità dell’Istituto possa essere la causa della sconfitta della riforma del presidente Boeri».