Ascoli, 10 giugno 2017 - Centinaia di ascolani, negli ultimi giorni, si sono visti recapitare a domicilio delle lettere di sollecito per il pagamento delle quote annuali relative alle lampade votive del cimitero, pur avendo saldato regolarmente la retta. In poche parole, gli si chiedeva di pagarla due volte. E così sono stati tantissimi coloro che si sono rivolti direttamente all’azienda ‘Paoli Elettroimpianti’ di Lucca, che gestisce il servizio, per protestare e chiedere chiarimenti.

«Purtroppo in questo periodo c’è stato un contrattempo – ha spiegato ieri mattina l’amministratore della stessa azienda toscana Claudio Paoli –. I solleciti sono stati inviati a chi non ha pagato ma anche a coloro i quali hanno effettuato i pagamenti tra il 24 marzo e il 31 marzo all’ufficio che si trova al cimitero. Infatti, le ricevute degli stessi sono state trafugate. Mi spiego meglio, la ragazza che lavora nell’ufficio ogni volta spedisce le ricevute alla nostra azienda a Lucca. Il pacco che le conteneva, però, è stato rubato alle Poste e, di conseguenza, non siamo riusciti a capire chi abbia pagato e chi no. Per questo motivo, quindi, i solleciti sono arrivati a tutti. Comunque, siamo molto dispiaciuti e invitiamo coloro che avevano già saldato regolarmente la retta delle lampade votive a chiamarci (al numero di telefono 0583/418847) per avvisarci e li autorizzeremo a strappare il sollecito, come è giusto che sia. Chi invece avrà pagato due volte riavrà indietro i soldi, oppure scaleremo il credito dalle prossime bollette. Il problema, però, è bene precisarlo, riguarda solamente coloro che hanno pagato la quota direttamente all’ufficio che si trova al cimitero cittadino in quel periodo, appunto dal 24 al 31 marzo. Per chi invece è andato in banca oppure in tabaccheria per pagare la propria somma – ha proseguito Paoli – non dovrebbero esserci stati problemi. Ribadisco che siamo molto rammaricati per quanto accaduto e ci scusiamo con gli ascolani. Purtroppo può capitare una cosa del genere».

I solleciti ‘errati’ sarebbero stati, in base a una stima effettuata dalla stessa azienda lucchese, diverse centinaia.

La ‘Paoli Elettroimpianti’, inoltre, ha anche deciso di scusarsi pubblicamente con gli utenti affiggendo un apposito cartello all’ingresso dell’ufficio che gestisce il servizio, al cimitero, autorizzando le persone a stracciare il secondo bollettino che è arrivato in questi giorni.