Grottammare (Ascoli), 9 settembre 2017 - La notizia della morte di Alvaro Silenzi, 54 anni, proprietario della macelleria di via Toscana, ha lasciato impietriti i familiari ed i conoscenti della vittima. Alvaro è deceduto a causa dei traumi devastanti subiti nell’incidente stradale accaduto domenica mattina in zona Ischia-Ascolani a Grottammare. Il commerciante, che viaggiava in sella a uno scooter, con un’amica, è stato falciato da una Opel Astra, condotta da un ventottenne di Fermo, che non si è fermato a prestare soccorso ai feriti.

Silenzi fu rianimato a lungo e poi trasportato nel reparto di Rianimazione dell’ospedale Torrette, dove il suo cuore si è fermato nella serata di giovedì. I parenti avevano ipotizzato il prelievo di organi, che era sempre stato un desiderio espresso in vita dalla vittima dell’incidente ma l’espianto, alla fine non è stato eseguito: evidentemente, gli organi erano stati tutti compromessi a seguito dei terribili traumi subiti nell’incidente.

La salma resta a disposizione del sostituto procuratore della Repubblica di Fermo, Francesca Perlini che dovrà decidere se far eseguire la ricognizione cadaverica o l’esame autoptico. Per questa ragione i funerali non sono stati ancora fissati. I familiari di Silenzi hanno dato incarico all’avvocato Renzo Vespasiani, di seguire il caso per loro conto. Alvaro Silenzi ha lasciato la madre Adriana Flammini e i fratelli: Gemma, Francesco e Fabio Massimo. Con la morte del macellaio sambenedettese si complica la situazione per L.P., il ventottenne fermano, che guidava la Opel appartenente alla madre e che era stato solo accusato di omissione di soccorso. Il giovane, che fuggì dopo l’incidente, arrivando a casa alla guida della vettura con il lunotto anteriore frantumato, si presentò qualche ora dopo nella caserma dei carabinieri di San Benedetto, con i due amici che aveva a bordo della Opel al momento del sinistro, accompagnato da un avvocato di Pedaso. Ora, probabilmente, sarà accusato di omicidio stradale, reato che prevede da 2 a 7 anni di carcere che, in caso di fuga, prevede l’aggravamento della pena fino a due terzi. Si rischia anche la sospensione della patente per 5 anni, trascorsi i quali devono passare altri 15 anni per poterla conseguire di nuovo. Una situazione davvero complicata per il giovane e per i suoi familiari.

La cittadinanza sambenedettese, in questi ultimi giorni, è stata duramente colpita dalla sorte e piange ancora la perdita di Livio Ragni, appena 36 anni, padre di due bambini, di Marino Pilota, 53 anni, già vedovo e padre di 5 figli ed ora di Alvaro Silenzi. Speriamo che la spirale negativa si spezzi.