Ascoli, 28 dicembre 2017 - Ancora senza un nome l’uomo trovato morto lungo le sponde del fiume Tronto, nel territorio di Controguerra. Il cadavere, dall’età apparente di circa 50 anni, è stato rinvenuto nel pomeriggio di martedì grazie ad un cane, che ha fiutato il corpo privo di vita. Il padrone dell’animale, quando ha capito la situazione che aveva di fronte, ha dato subito l’allarme e sul posto sono giunti prontamente i carabinieri di Alba Adriatica e i vigili del fuoco di Nereto che hanno provveduto a recuperare il cadavere. Nell’attesa di accertamenti più approfonditi, a cui si arriverà anche analizzando la parte di terreno dove si trovava il cadavere, l’obiettivo degli inquirenti, coordinati dal pm Greta Alosi, è quello di dare un nome all’uomo. I carabinieri stanno analizzando i profili delle persone scomparse, ma al momento non risulta che ci siano denunce negli ultimi giorni. ci sono novità. Il ritrovamento risale a martedì, ma non si esclude che l’uomo possa essere morto alcuni giorni prima. Proprio le condizioni del corpo per il momento non hanno permesso al medico legale di stabilire le cause del decesso. Sarà l’autopsia, prevista per questa mattina, nell’ospedale di Sant’Omero, a stabilire le cause del decesso.

Il cadavere era a pochi metri dall’acqua, ma non era bagnato, non presentava, almeno superficialmente, segni riconducibili a una morte violenta. Per questo l’ipotesi più accreditata dagli inquirenti è quella di una morte naturale. La mano chiusa in un pugno lascia pensare infatti che possa essere stato vittima di un malore, che non gli ha dato scampo. Dell’uomo sono noti solo alcuni dati sulla fisionomia, si tratta di una persona di mezza età, bianca, una corporatura di 70-80 chili e capelli brizzolati.

Se gli inquirenti sembrano orientati alla morte per cause naturali, gli abitanti di Monsampolo, paese a pochi chilometri dal ritrovamento, sono di tutt’altra idea. Dapprima perché assicurano che un uomo con quelle caratteristiche non era stato visto aggirarsi nei paraggi. «La strada Bonifica è meta di tante persone disperate – dichiarano –, ci sembra strano però che un clochard decida di ripararsi sulle sponde del fiume, troppo umide per affrontare le temperature rigide di queste notti invernali».

Un giallo anche la coperta a quadretti trovata vicino al corpo, non si è esclude che possa essere stata utilizzata dall’uomo per ripararsi dal freddo, ma neanche che possa essere stata utilizzata da qualcuno per abbandonare il cadavere. L’ultima parola sarà della scienza, sarà l’autopsia a fugare tutti i dubbi e le incertezze sulla morte dello sconosciuto e a risolvere il giallo di Natale.