Ascoli, 9 novembre 2017 – La struttura di Carpineto di proprietà della Diocesi e gestita ora dalla cooperativa ‘Viva’ (costola ed erede di Giocamondo) da due mesi è stata dichiarata temporaneamente inagibile.

E’ datata infatti 11 settembre l’ordinanza con la quale il sindaco imponeva l’evacuazione dell’edificio, rendendolo «inaccessibile a chiunque fino al ripristino delle normali condizioni di sicurezza».

Dopo la sequenza sismica iniziata il 24 agosto 2016, molti fabbricati sono infatti lesionati, alcuni in maniera più importante, altri in modo più lieve, come nel caso dell’Oasi di Carpineto, dove però sono comunque necessari, almeno leggendo le carte del Comune, alcuni interventi.

In particolare, alla struttura di Carpineto è stata assegnata la lettera B, quella cioè che la rende «temporaneamente inagibile, ma agibile con provvedimenti di pronto intervento»; quindi si tratta di un’inagibilità subordinata ad alcune opere, al termine delle quali l’edificio può nuovamente essere occupato.

Cosa significa? In pratica l’edificio è da liberare fino a quando non verranno effettuati dei lavori di messa in sicurezza, che nel caso in questione riguardano «la riparazione dei danni su tamponature e tramezzi, la riparazione della copertura e della tettoia esterna, la rimozione delle tegole e il ripristino dell’efficacia del giunto».

Oltre a ciò sono state dichiarate del tutto inagibili alcune singole stanze nei piani secondo, terzo e quarto: tutto questo stando a quanto dichiarato nella scheda Aedes redatta ad aprile dai tecnici che hanno effettuato i sopralluoghi.

Il fatto è che al momento agli uffici comunali competenti non sono state fornite comunicazioni in merito a lavori effettuati. E soltanto una comunicazione di lavori effettuati – in quanto devono poi essere svolti gli opportuni controlli – potrebbe far perdere efficacia all’ordinanza del Comune, che quindi rimane attiva.

L’ordinanza del sindaco è stata inviata alla Diocesi di Ascoli e a Giocamondo, la ditta che, tra le altre cose, si occupa di accoglienza di profughi e che di fatto ha gestito la struttura alberghiera fino al passaggio alla ‘gemella’ Viva. Come noto, infatti, all’interno dell’albergo di Carpineto è ospitato un centinaio di richiedenti asilo e un’eventuale evacuazione, anche se solo temporanea, potrebbe comunque creare qualche disagio nella gestione degli stessi.