Offida (Ascoli Piceno), 26 novembre 2017 - «Non vanno strumentalizzati episodi, anche incresciosi, che nulla hanno a che vedere con la violenza sulle donne».  Dal pulpito del teatro Serpente Aureo, il sindaco Valerio Lucciarini pronuncia il sermone autoassolutorio nella giornata internazionale contro la violenza sulle donna. Lui è sotto processo per aver sferrato due pugni a una donna durante il ‘Bove finto’, ma quei cazzotti li derubrica: non è violenza di genere, e chi sostiene il contrario lo fa per strumentalizzare la sua vicenda a scopi politici.

Lucciarini si erge a giudice di se stesso di fronte ai bambini che riempiono la platea ed emette sentenza di piena assoluzione. Poco importa se dopo i pugni al Bove finto, il sindaco abbia anche sbandierato la versione dell’involontarietà cercando di smontare la ricostruzione della donna che l’aveva accusato. Poi è arrivato il video e ha cancellato ogni dubbio su chi avesse ragione e chi torto.

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Ma il sindaco ieri non avuto nessun problema ad aprire il convegno dal titolo ‘La forza delle donne’. Lo ha fatto parlando a braccio per sette minuti. «La violenza di genere è un tema molto importante», ha affermato, prima di chiarire il caso della locandina che annunciava l’incontro e comparsa in due versioni, una con il suo nome e una senza . «Succede che alcune volte si promuovano iniziative – ha spiegato – e succede che l’ente che patrocina non è rappresentato nella scaletta dell’iniziativa stessa».

Poi ha lanciato una frecciatina a chi dai palchi riprendeva il suo intervento: «Vedo che c’è gente con il cellulare...». Quindi è andato al cuore della questione: «Quando alcuni temi importanti come la violenza sulle donne vengono strumentalizzati utilizzando fatti anche incresciosi ma che nulla hanno a che vedere con essi, si commette un errore di sottovalutazione relativamente a un argomento davvero tragico. Ed è per questo che io sono qui. La violenza sulle donne è una cosa seria e non può essere utilizzata per altri scopi, nemmeno per quelli politici. La violenza sulle donne è un tema culturale, è un approccio psicologico, di supremazia, di razza. I ragazzi delle scuole qui presenti studieranno i regimi nazifascisti: l’approccio culturale è lo stesso, per cui c’è qualcuno che pensa di essere superiore a qualcun altro che vede come subalterno. Ci sono donne che vivono nei ghetti delle proprie case, donne che subiscono violenze anche fisiche. Dobbiamo opporci, dare luogo a un sistema di sensibilizzazione forte, che non metta mai nessuno in condizione di strumentalizzare cose così imporanti». Chapeau.