Ascoli Piceno, 18 dicembre 2017 - Non era capace di intendere e di volere Virgilio Cataldi, l'ascolano 40enne che lo scorso 16 settembre in un raptus omicida ha ucciso la zia Irma Giorgi, 70 anni, con due coltellate alla gola perché glielo aveva "detto Santa Rita". 

Non può nemmeno essere processato, ma essendo socialmente pericoloso verrà ricoverato in una struttura sanitaria alternativa al carcere. Questo l'esito della perizia disposta dal giudice
Annalisa Giusti e svolta al dottor Marco Quercia, responsabile del Servizio Territoriale per le Dipendenze Patologiche dell'Asur di Ascoli. Lo specialista ha presentato questa mattina al magistrato l'esito del suo lavoro. A questo punto inevitabilmente verrà emessa una sentenza di non luogo a procedere per la non imputabilità dell'imputato. L'ascolano è ancora in carcere accusato di omicidio volontario.

 

Ai  funerali della povera Irma Giorgi la chiesa era stracolma. 

LE IMMAGINI 

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