Ascoli, 8 giugno 2016 - «Il fatto che ha rilasciato dichiarazioni atte a fuorviare le indagini dimostra la piena consapevolezza della gravità della condotta tenuta per cui Valerio Andreucci non è necessario sia sottoposto a visita medica». «Non sono d’accordo, il ragazzo non sta bene e va visitato da uno specialista». E’ battaglia fra accusa e difesa nell’ambito dell’inchiesta sull’omicidio di Olindo Pinciaroli avvenuto domenica 21 maggio ad Osimo. In carcere, accusato di omicidio volontario, c’è Valerio Andreucci, ascolano che proprio in questi giorni ha compiuto 24 anni. Sono andati a trovarlo i suoi familiari nel carcere di Montacuto per fargli gli auguri. Certamente è il compleanno più brutto della sua vita visto che lo ha trascorso dietro le sbarre di un penitenziario con addosso un’accusa gravissima e prove pesantissime contro di lui.

La battaglia fra accusa e difesa riguarda la perizia che il suo legale, avvocato Alessandro Angelozzi, ha chiesto di poter affidare ad un suo consulente medico per il quale ha chiesto l’accesso in carcere. Accesso che è stato negato, ma che ieri il legale ha di nuovo chiesto con un’altra istanza. L’avvocato Angelozzi aveva presentato la prima istanza il 31 maggio scorso indicando nel dottor Alberto Mancini, direttore del dipartimento di Igiene Mentale di Fermo, lo specialista incaricato. Il giudice Carlo Cimini ha respinto sposando il parere negativo del pm Marco Pucilli il quale ha motivato il suo punto di vista sostenendo che la richiesta era generica e che la visita potrebbe inficiare accertamenti futuri e che la direzione del carcere non ha segnalato particolari problematiche psichiche riferite ad Andreucci. Non è d’accordo l’avvocato Angelozzi che ieri ha presentato una nuova istanza.

L’ha motivata alla luce delle condizioni del ragazzo che in carcere ha riferito di non dormire, di assumere tranquillanti e non uscire nell’ora d’aria. «Ho specificato, come richiesto, i motivi della visita medica che necessita al ragazzo anche alla luce di quanto mi hanno riferito i genitori che sono stati a trovarlo e non lo hanno visto in buone condizioni. In settimana andrò anche io a Montacuto per parlare con lui» dice l’avvocato Angelozzi. «Anche i genitori sollecitano questo accertamento. Sono preoccupati e ritengono che il figlio non può aver commesso quel fatto, con quelle modalità, che per altro, è bene sottolinearlo, non ha mai ammesso, dichiarandosi invece innocente».