Montefiore e Massignano, 9 aprile 2016 - Due problemi scottanti sul tavolo della Provincia di Ascoli, collegati ai danni provocati dal maltempo. Cittadini sul piede di guerra lungo la Valmenocchia, dove le recenti piogge hanno provocato la rottura degli argini, appena ricostruiti, con conseguenti danni alle colture e lungo la Valdaso a causa dei tempi che si allungano per la ricostruzione del ponte sul fiume Aso, nelle vicinanze di Rubbianello. Nel primo caso a sollevare la protesta sono i membri del Comitato Alluvionati della Valmenocchia, nel secondo è il sindaco di Montefiore dell’Aso che minaccia manifestazioni di protesta, per martedì 19, con il sostegno della popolazione, sulla provinciale Valdaso. A far saltare la pazienza al sindaco Lucio Porrà è stato l’annullamento della Conferenza dei Servizi, convocata dalla Provincia in data 19 aprile, per discutere il nuovo iter per la ricostruzione del ponte. Porrà ha inviato una lettera alle Province e alle Prefetture di Ascoli e Fermo, al presidente della Regione Marche, ai sindaci dei comuni della Vallata, alla Questura di Ascoli, alle Soprintendenze interessate al problema, alla Regione Marche Servizio Infrastrutture e Trasporti. Porrà ricorda che il crollo del ponte è avvenuto nel dicembre del 2013 e che il 23 marzo scorso sono crollate altre due campate. Il rinvio della Conferenza dei Servizi inevitabilmente comporterà altri ritardi con aggravio di difficoltà sociali ed economiche per le popolazioni limitrofe, aggiunge il Sindaco che evidenzia anche come la Provinciale 238 ha subito pesanti danni al manto stradale. «Poiché non si vedono soluzioni in tempi brevi – scrive Porrà – chiedo agli Enti in indirizzo, ciascuno per le proprie competenze, di conoscere le tempistiche relative al nuovo iter per la ricostruzione del ponte con date certe per la Conferenza dei Servizi e per l’inizio dei lavori. In assenza di risposte, martedì 19 metteremo in atto forme di protesta con il sostegno della popolazione sulla Provinciale Valdaso». Clima teso anche sulla Valmenocchia, dove gli argini rotti dalla piena del 23 marzo non sono stati riparati nonostante la presenza di personale e mezzi dell’impresa che aveva eseguito i lavori, ottenuti dalla provincia dopo due anni di Via Crucis degli abitanti che temevano nuove disastrose esondazioni. Il Comitato Alluvionati vuole sapere fra quanto tempo si ricostruiranno gli argini, a norma, come promesso. «Se non avremo notizie al più presto, ci rivolgeremo alla Procura della Repubblica – Scrive il presidente Enrico Fioroni – Siamo stufi e non ci faremo intimidire dalle vessazioni, vogliamo essere persone libere di raccontare ciò che sta accadendo nel nostro territorio senza controllo, nonostante le comunicazioni alle autorità dalle quali siamo in attesa di risposte».

Marcello Iezzi