San Benedetto del Tronto (Ascoli) - Perde man mano credibilità, tra gli investigatori, l'ipotesi che Francesca Galazzo, la mamma di 27 anni morta dopo essere precipitata da un'attrazione del Luna Park di San Benedetto possa essere stata presa dal panico e che si sia sganciata da sola dalle cinghie di sicurezza.

"Il roll bar si è aperto"

L’ha smentita anche l’amica che era con lei sull'enorme fionda (lo 'Sling Shot') che 'spara' i suoi ospiti fino a 55 metri di altezza. Secondo la testimonianza rilasciata alla polizia dalla ragazza sopravvissuta, una gamba di Francesca sarebbe scivolata fuori dalla struttura - circostanza confermata anche dalle prime testimonianze raccolte - ma la ragazza avrebbe tentato di ritirare dentro la gamba ma a quel punto, per cause ancora al vaglio della magistratura, il roll bar che aveva sulle spalle, a sua volta agganciato alla barra orizzontale, si è aperto.

Ha perso la presa

La giovane mamma ha tentato disperatamente di aggrapparsi all'imbottitura (testimoni da terra hanno riferito  di averla vista "scivolare dalla capsula con i piedi in avanti e cadere nel vuoto"), ma quando la capsula ha ruotato di 360 gradi ha perso la presa e nemmeno la cintura l’ha più tenuta: è scivolata quindi verso l’esterno, precipitando nel vuoto senza che il secondo livello di sicurezza, la cintura, sia riuscita a trattenerla in salvo.

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Nell'impatto a terra ha riportato fratture alla testa, alle gambe e alle braccia. Si stanno intanto facendo accertamenti per capire se lo 'Sling Shot' era provvisto di tutte le autorizzazioni di legge e se tutte le parti - elastici, capsula, cinture e roll bar in particolare - erano stati regolarmente revisionati e collaudati. 

"Giostra appena collaudata"

L'inchiesta della magistratura di Ascoli che indaga per omicidio colposo (per ora a carico di ignori) stabilirà se e cosa non ha funzionato nel dispositivo di sicurezza al quale la donna era stata agganciata prima che l'attrazione venisse messa in moto. La giostra è stata posta sotto sequestro e la titolare alla polizia ha riferito che lo Sling Shot era stato collaudato ai primi di giugno e non si capacita di come entrambi i sistemi di sicurezza di cui è dotato abbiano potuto cedere contemporaneamente. Per questo, la procura ha chiesto l'aiuto dei testimoni e si cercano anche filmati amatoriali girati durante la tragedia.

Saranno sentiti dai magistrati progettatori, costruttori, gestori e chi ha rilasciato le autorizzazioni per la giostra. La procura disporrà anche una consulenza tecnica sul macchinario.

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La 27enne sarebbe caduta sulla piattaforma sottostante (nei pressi della quale ci sono ancora tracce minime di sangue) quando la capsula, dopo aver raggiunto la quota massima di altezza, stava riscendendo verso il punto di partenza. La ragazza lascia un figlio di 2 anni e mezzo. La giostra è stata posta sotto sequestro dalla Procura di Ascoli e sul posto sono arrivati gli uomini della Scientifica, il medico legale e il magistrato che indaga sull'incidente.

LA CITTA'. "Preghiamo per questa ragazza e per il suo bambino", ha detto da Fatima il vescovo Carlo Bresciani. Al dolore dei familiari si è unito a nome di tutta la città il sindaco Pasqualino Piunti: "E' una tragedia immane che colpisce tutta la nostra comunità". Domani o martedì verrà eseguita l'autopsia sul corpo di Francesca, poi potranno essere celebrati i funerali. 

IL PRECEDENTE  La giostra estrema 'sling shot'  su cui ha perso la vita Francesca Galazzo nel luna park di San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), aveva fatto già un'altra vittima il 26 aprile 2010. Laura Cristofoletto, 46 anni, originaria di Trento ma residente a Treviso, era morta verosimilmente per infarto durante il lancio della capsula nel parco tematico dell'Italia in miniatura di Rimini. Lo 'sling shot', un'attrazione a metà tra una catapulta e una fionda, è capace di 'sparare' la cabina a 55 metri di altezza in un secondo. La donna aveva gridato, poi, quando era tornata a terra, era boccheggiante. Inutili i tentativi di rianimarla. La donna era una maestra di judo.