San Benedetto del Tronto (Ascoli), 17 luglio 2017 - «Sto volando, sto volando», le ultime parole di Francesca Galazzi, la 27enne morta precipitando da un’attrazione del Luna Park. Cordoglio e incredulità a San Benedetto per la tragedia in cui ha perso la vita la ragazza, mamma di un bimbo di 2 anni e 3 mesi. Una disgrazia che ancora non ha trovato risposta, in attesa delle perizie tecniche sulla Capsula gravitazionale.

Oggi il sostituto procuratore della Repubblica di Ascoli Piceno, Marina Flaiani, disporrà l’esame autoptico sulla salma della sfortunata giovane e nello stesso tempo nominerà anche la commissione che dovrà eseguire controlli sulla giostra. Va scoperto come è perché entrambi i sistemi di protezione della Sling shot, (fionda), si sono aperti, catapultando nel vuoto la giovane donna che, precipitando da circa 20 metri d’altezza è deceduta sul colpo.

All’interno della Capsula gravitazionale, Francesca era salita con la sua amica, Maria Sole, che è ancora sotto shock dopo aver vissuto quella terribile esperienza. «Urlavamo per esorcizzare la paura. Francesca diceva ‘sto volando, sto volando’. Non immaginavo che lo dicesse perché stava cadendo – ha raccontato Maria Sole anche alle forze dell’ordine – Io tenevo gli occhi chiusi e sentivo soltanto le sue urla, poi, quando la capsula è atterrata, ho visto Francesca vicino alle scale, tra la gente che la stava soccorrendo. Ancora non ci credo che possa essere accaduta una tragedia simile».

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La giostra è sotto sequestro, la polizia scientifica ha scattato centinaia di foto sulla macchina maledetta, sulle cinture di sicurezza, sui roll bar, tutta documentazione che serve all’inchiesta. Al momento non ci sono persone iscritte nel registro degli indagati, poiché le indagini sono state aperte contro ignoti. Ieri il medico legale, Claudio Cacaci, che ha eseguito la ricognizione esterna della salma, ha riferito al magistrato titolare dell’inchiesta: il decesso è avvenuto sul colpo a seguito di politrauma.

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