San Benedetto del Tronto, 9 novembre 2017 - Rischia di costare cara al consigliere comunale Stefano Muzi la sfuriata di meroledì mattina, quando ha interrotto la conferenza stampa del Comitato contro il project financing della piscina comunale, al grido di «non siete autorizzati a stare qui, adesso chiamo le forze dell'ordine».
La minoranza consiliare, compatta, chiede le dimissioni del forzista: «Un consigliere comunale di maggioranza che si è arrogato il diritto di minacciare di chiamare le forze dell’ordine perché un gruppo di cittadini si era riunito, senza fare una precisa richiesta, per discutere con alcuni giornalisti nella parte della sala consiliare, vuota, riservata al pubblico. L'idea – continuano – che il Comune possa, e debba, essere anche il luogo dell’incontro, del confronto e della discussione, la casa dei cittadini non lo ha neanche sfiorato». E ancora: «Noi consiglieri quindi , orgogliosi del mandato di rappresentanza che la cittadinanza ha conferito loro, non solo si dissociano da tale comportamento ma chiedono con forza che il Consigliere in questione, Stefano Muzi, rassegni le sue dimissioni da consigliere comunale, ritenendolo inadeguato a ricoprire la carica di Consigliere».
Forti perplessità sul comportamento di Muzi anche dalle parti di Forza Italia, con il giovane Michael Malara che affonda il colpo: «Sono profondamente indignato e sconcertato, quello che è avvenuto in Comune è di una gravità inaudita. 
Il Consigliere Stefano Muzi si è scagliato prepotentemente con un atteggiamento autoritario e fascista contro alcuni rappresentanti del Comitato No Project che si erano momentaneamente appoggiati, insieme ai giornalisti, alle sedie della sala consiliare riservate al pubblico».