San Benedetto del Tronto (Ascoli), 16 giugno 2017 - Improvvisa svolta nelle indagini sull’aggressione subita la sera del 15 aprile scorso da Mounir Ben Hassoun, marocchino di 36 anni domiciliato a Martinsicuro, duramente colpito alla stazione di San Benedetto.

Le indagini della squadra mobile di Ascoli, del commissariato e della polizia ferroviaria di San Benedetto hanno convinto la Procura a chiedere e ottenere dal giudice delle indagini preliminari l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di un marocchino di 25 anni, Elmedi Gritet, da ieri sera rinchiuso nel carcere di Marino del Tronto in attesa dell’interrogatorio di garanzia nel quale sarà assistito dall’avvocato Simone Matraxia. Gravi indizi di colpevolezza sono confluiti in capo al marocchino; oltre alla testimonianza della vittima (che lo conosceva) alla sua identificazioni è probabile che abbiano contribuito altre persone presenti al fatto di sangue.

Su due soggetti si erano concentrate in particolare le indagini della polizia ferroviaria che nei giorni successivi all’aggressione ha convocato Ben Hassoun per avere ulteriori dettagli sull’accaduto e probabilmente anche per sottoporlo ad un riconoscimento fotografico, per arrivare alla definitiva identificazione delle persone che lo hanno lasciato in un lago di sangue.

Il marocchino insieme la suo legale, avvocato Umberto Gramenzi, si è quindi recato negli uffici della Procura di Ascoli per un’integrazione della denuncia presentata il 16 aprile. Nella denuncia ha detto di essere arrivato intorno alle 20 alla stazione di San Benedetto e aver notato cinque connazionali (di cui ha fatto i nomi) a lui conosciuti. Ad uno in particolare ha chiesto la restituzione di due telefoni cellulari che gli erano strati rubati il 10 aprile in uno stabilimento balneare mentre stava per addormentarsi. Di lì il pestaggio insieme ad un amico.