Ascoli, 12 agosto 2017 - Dopo la definizione del lodo Start arrivano le prime reazioni da parte di chi dovrà rifondare i 150mila euro che il collegio arbitrale ha deciso dovranno rientrare nelle casse della società di trasporto pubblico, a fronte di una richiesta che si attestava sui 460mila euro.

Alessandro Antonini è nella lista dei cinque che dovranno pagare 110mila euro, da dividere in parti uguali: con lui ci sono Attilio Lattanzi, Domenico Bachetti, Gianni Balloni e Pasqualino Del Bello. Una vicenda che molto probabilmente andrà avanti, visto che il ricorso in appello appare una possibilità concreta. «Questa – ha detto Antonini – è la seconda azione che mi fanno contro. Che fanno contro chi ha denunciato, bloccando un sistema che portava via soldi alla Start. Come ringraziamento ho avuto questo arbitrato, quindi un’azione molto veloce visto che in novanta giorni decide su una vicenda molto ampia. Vista la celerità con cui Start va giustamente a recupero dei soldi, come mai i soci, cioè i Comuni di Ascoli e San Benedetto e la Provincia, non si sono mossi nei confronti dei revisori dei conti? Sono sempre stati tenuti fuori, li ho dovuti chiamare io. Io sono stato oggetto di due azioni, loro nemmeno di una».

Antonini ha messo sul tavolo un altro interrogativo: «Perché non è stato adottato l’arbitrato anche nei confronti del direttore Paolini? In tutta questa situazione io che ho denunciato ho subito due procedimenti, mentre gli altri che potrebbero essere coinvolti, compresi i revisori, non sono stati per niente indicati dai soci principali, e parlo dell’ex sindaco Gaspari, del sindaco Castelli e del presidente D’Erasmo. Perché hanno obbligato me a fare la chiamata dei revisori?». Secondo Antonini c’è stata «disparità di trattamento: i soci spieghino perché secondo loro i revisori non dovevano essere soggetti ad azione di responsabilità e perché Paolini non è stato compreso nell’arbitrato, quindi in una procedura più veloce». Per concludere, l’aspetto economico: «Hanno fatto quest’azione per recuperare 470mila euro e ne hanno recuperati meno di 100mila. Perché il lodo indica 150mila euro, ma a questi bisogna toglierne 23mila che la Start deve restituire, come rimborso delle spese legali, a coloro cui è stata riconosciuta la prescrizione. In più deve pagare la procedura arbitrale di sua competenza e quindi scendiamo a circa 100mila euro».

L’ultima considerazione di Antonini è un’altra domanda: «Visto che per i precedenti amministratori l’azione era prescritta, adesso Ascoli, San Benedetto e la Provincia adotteranno la stessa celerità e lo stesso impegno verso chi ha fatto prescrivere l’azione, e quindi il recupero del credito nei confronti dei precedenti amministratori?». Il più colpito dall’arbitrato è stato Pasqualino Del Bello, che oltre alla sua quota dei 110mila euro dovrà pagarne altri 40mila per gli anni pregressi, visto che è stato in carica senza interruzioni e quindi non ha potuto godere della prescrizione: «Sono rimasto male dal risultato di questo lodo. Lo stiamo decifrando con i miei legali per valutare la possibilità di fare ricorso in appello. Personalmente rilevo che sia stata abbastanza pesante il risultato di questo lodo».

d. l.