Ascoli Piceno, 26 ottobre 2017 - Una conoscenza che andava avanti già da qualche tempo con uno dei due migranti nigeriani che da domenica notte sono rinchiusi nel carcere di Ascoli, accusati di violenza sessuale su una ragazzina di appena 13 anni. Non si esclude infatti che in precedenza ci siano stati anche altri rapporti tra la minore e uno dei due profughi, sempre in zone isolate a ridosso del centro storico del capoluogo piceno. Entrambi i nigeriani avrebbero poi incontrato la ragazzina venerdì sera nei pressi di un terminal dei bus di viale De Gasperi (FOTO), e, poco distante dalle fermate, nascosti da una siepe, l’avrebbero costretta a sottostare a un rapporto sessuale con tutti e due.

Poi, il giorno dopo, i due avrebbero anche inviato degli sms alla giovanissima intimandole, dietro pesanti minacce tra cui il taglio della gola, di ripresentarsi nel luogo in cui era già stata consumata la violenza. Il gip Annalisa Giusti, oltre a convalidare il fermo, ieri mattina ha provato, attraverso l’aiuto di una interprete di lingua inglese, a porgere alcune domande ai due nigeriani, che hanno 21 e 22 anni: uno dei due si è chiuso nel più totale silenzio, l’altro ha rigettato ogni accusa, dicendo di conoscere la ragazzina da qualche giorno ma di non aver avuto con lei alcun rapporto, affermando inoltre di non trovarsi nei pressi di viale De Gasperi venerdì sera.

Aspetti che sono al vaglio degli inquirenti, anche se nel frattempo si sono scatenate reazioni di ogni tipo. E in una città già di per sè tradizionalmente conservatrice, non sono mancati commenti forti e attacchi espliciti alle modalità di gestione dell’accoglienza verso i migranti. A cominciare dal sindaco Guido Castelli, cha ha scitto una lettera al prefetto chiedendo di «ridurre significativamente il numero dei richiedenti asilo ospitati in città« visto l’«aumento esponenziale del grado di insicurezza percepito».

Tantissimi anche i commenti sui social network, ai quali hanno fatto seguito forme concrete di protesta, come quella dell’associazione di estrema destra ‘Casapound’ che su uno dei ponti più trafficati della città ha esposto lo striscione «I vostri finti rifugiati, le nostre vere vittime». Inoltre nel pomeriggio una delegazione composta da una decina di cittadini guidati da Andrea Antonini, attualmente consigliere provinciale e in passato assessore alla Cultura, da sempre militante in partiti di destra e oggi membro della Lega Nord, è stata ricevuta per una breve visita dal prefetto, al quale ha consegnato una formale richiesta di allontanamento di tutti i profughi dai centri di accoglienza della città.

La prefettura, pur ribadendo che la gestione dei profughi è stata finora «ottimale» e che il numero dei migranti ospitati è perfettamente in linea con quanto stabilito dalle direttive ministeriali, ha convocato per questa mattina una riunione con tutte le forza dell’ordine per valutare l’eventuale presenza effettiva di un concreto pericolo per la sicurezza pubblica.