San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), 9 ottobre 2017 - Ieri e sabato il PalaSpeca di San Benedetto del Tronto ha ospitato i campionati mondiali di calcio tavolo (Subbuteo), circuito Fisct. Nella categoria individuale si è imposto Luca Colangelo, 21 anni. A contendergli il titolo, atleti provenienti da Usa, Grecia, Francia, Malta, Spagna, Portogallo e Germania.

Ai campionati del mondo giocatori da Usa, Grecia, Francia, Malta, Spagna, PortogalVentidue giocatori, un campo di calcio, un pallone che rotola. La classica scena domenicale italiana? Non esattamente, anche se a poche decine di metri da qui, allo stadio Riviera delle Palme, stanno scendendo in campo Sambenedettese e Santarcangelo per il campionato di serie C. I ventidue giocatori in questione si stanno giocando molto di più di una partita di terza serie, solo che sono alti pochi centimetri e corrono (spinti da un dito) dietro una palla grande quanto una nocciola.

La competizione in cui sono impegnati si chiama ‘Major of Italy’ ed è uno dei cinque grandi appuntamenti che compongono il circuito internazionale del Subbuteo, il gioco da tavola (aspirante sport) nato in Gran Bretagna alla fine degli anni ‘40 proprio sull’onda del successo del calcio. Luca Colangelo, 21 anni di Casale Monferrato, è il vincitore dell’edizione 2017 ed è reduce, tra l’altro, dal trionfo al prestigiosissimo torneo di Bologna.

Fatte le dovute proporzioni, è proprio il caso di dirlo, si sente un Maradona in miniatura?
«Proprio un Maradona no, direi più un Ronaldo. Il Fenomeno ovviamente, non il portoghese».

In un mondo super virtuale e iper digitale come è nata la sua passione per un gioco del genere?
«Devo tutto a mia madre, che da piccolo mi spedì all’oratorio Don Bosco, dove, seppur con un inizio molto faticoso, mi sono appassionato a questo sport».

A proposito, è un gioco da tavolo o uno sport?
«E’ un gioco da tavolo che meriterebbe la dignità di sport. Anche perché non è vero che non si suda: venite a vedere uno dei nostri tornei e scoprirete che i giocatori si muovono in continuazione intorno al tavolo. A parte le battute, a renderlo una disciplina sportiva sono soprattutto la tecnica e la tattica richieste».

Il presidente della Federazione, Maurizio Cuzzocrea, sostiene che unisce la tattica degli scacchi alla balistica del biliardo, è d’accordo?
«Sì, c’è bisogno di molta concentrazione, bastano un millimetro o una mossa sbagliata per cambiare l’esito di una gara».

Quante volte si allena a settimana?
«Devo essere sincero, non molte. In realtà quando raggiungi un livello poi basta poco a mantenerlo. Io mi sono esercitato moltissimo all’inizio, poi ho vissuto soprattutto di rendita. Ora ai tornei mi basta giocare poche partite per ritrovare la forma e giocare al massimo delle mie possibilità».

Partecipa ai tornei sempre con la stessa squadra?
«Ho iniziato con la Roma, poi ne ho cambiate tante. Molti giocatori di Subbuteo preferiscono scendere in campo, negli appuntamenti importanti, sempre con le stesse miniature. Io sono un po’ atipico e mi piace cambiare. Qui a San Benedetto, per esempio, ho vinto con l’Olanda».

La Major of Italy è il primo dei cinque grandi eventi internazionali: dopo questa vittoria punta al grande slam?
«Magari, non sarebbe male... Certo sarà difficile ripetersi per altre quattro volte. Intanto punto a vincere la Champions League a squadre. Si gioca a fine mese, io parteciperò con la mia squadra, le Fiamme Azzurre Roma».

Ci sono altri intrattenimenti d’altri tempi nella sua vita o gioca anche ai videogames come tutti?
«Ovvio che sì, e tra Fifa e Pes dico cento volte Fifa: nomi originali, movimenti più naturali, uno spettacolo. Non mi avrete mica preso per un ‘dinosauro’. Ma il Subbuteo resta il Subbuteo».