Ascoli, 13 febbraio 2018 - Il Comune porta al Tar la presidenza del Consiglio dei ministri e il commissario alla ricostruzione: il motivo del contendere è legato al sisma e nello specifico ai contributi statali previsti per i danni del terremoto. La giunta ha dato mandato all’avvocatura comunale e allo stesso tempo anche all’avvocato Alessandro Lucchetti di Ancona, che è stato già incaricato da alcuni Comuni marchigiani di impugnare l’atto contestato.

Che poi è l’ordinanza 43 che è stata pubblicata il mese scorso sulla Gazzetta ufficiale: si chiede l’annullamento, previa sospensiva, della parte in cui si dice che il contributo per gli interventi inseriti nei programmi approvati dal commissario ammessi a contributo sarà erogato al netto dell’indennizzo assicurativo percepito per le stesse finalità previste dall’articolo 14 del decreto legge di ottobre 2016, e cioè per la ricostruzione pubblica.

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L’Arengo, dal canto suo, aveva in tasca un’assicurazione all risks e ad ottobre dello scorso anno la compagnia assicurativa ha riconosciuto e versato al Comune 5.560.000 euro per i danni provocati dal terremoto a titolo forfettario quale massimale previsto nel contratto, a prescindere dalla stima effettiva dei danni subiti. Ora l’amministrazione ha contestato la parte dell’ordinanza in cui si fa riferimento al fatto che i contributi governativi saranno erogati al netto dell’indennizzo assicurativo: come si legge nella delibera di giunta, l’Arengo ritiene illegittimo quel passaggio dell’ordinanza «per violazione di legge anche costituzionale, eccesso di potere, ingiustizia manifesta e sviamento di potere».

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Su questo fronte sono però ci sono buone notizie che arrivano direttamente dal commissario: la prima è relativa al fatto che l’ordinanza non è retroattiva e si applica solo a chi ha incassato l’indennizzo dopo il 15 dicembre (quindi Ascoli non è compresa); la seconda è che saranno i Comuni a decidere quale opera, eventualmente, vedrà ‘tagliato’ il proprio finanziamento per un importo pari all’indennizzo ricevuto ed utilizzato per opere non attinenti al terremoto. Questo perché gli indennizzi assicurativi non devono essere obbligatoriamente utilizzati per opere di ripristino dei danni del sisma. Nonostante queste rassicurazioni, l’Arengo ha voluto comunque fare ricorso per ottenere una rettifica dell’ordinanza.

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