Ascoli, 13 dicembre 2017 - Non si placa la polemica relativa alla situazione di chi vive nelle casette di Arquata e in particolare delle famiglie che da poche settimane sono entrate nelle Sae di Pretare e Borgo 2.

Negli ultimi giorni, infatti, ad alzare la voce è stato anche il vescovo ascolano Giovanni D’Ercole, il quale ieri ha inviato una mail al commissario per la ricostruzione Paola De Micheli, segnalandole i tanti problemi che sono stati riscontrati dagli abitanti di quelle casette che lo stesso monsignore aveva definito ‘non dignitose’ e ‘malmesse’. Il presule, in realtà, ha incontrato a Roma lo stesso commissario, in occasione del tavolo tecnico al quale hanno partecipato tutti i vescovi delle diocesi incluse nel cratere. "Avrei voluto parlarle di persona, ma tale incontro era prettamente tecnico e incentrato sul fatto che anche le stesse diocesi possono diventare soggetti attuatori per quanto riguarda le opere di ricostruzione riferite alle chiese – spiega D’Ercole -. Dunque, non mi sembrava elegante far polemica davanti a tutti e, per questo motivo, ho deciso di segnalare la situazione al commissario inviandole una mail al suo indirizzo di posta personale".

"Ho chiesto alla De Micheli di intervenire personalmente. E di farlo il prima possibile. Pur nella ristrettezza dei tempi, infatti, ritengo che i lavori possano essere eseguiti nel modo più decoroso possibile per poter garantire a queste persone, peraltro già molto provate, il massimo della serenità». Oltre alle rifiniture interne molto carenti, i residenti delle casette hanno riscontrato anche delle criticità di carattere pratico. Giusto per fare qualche esempio, nel sistemare i collettori sono state rotte alcune piastrelle, le mascherine delle prese elettriche sono più piccole dei fori, i tubi dell’acqua esterni sono scoperti e non coibentati, ghiacciandosi e lasciando le persone senza acqua calda. Inoltre, l’intonaco è spesso già lesionato. La mail è stata arricchita anche con delle foto".