Ascoli, 2 dicembre 2017 - Indagati con l’accusa di essere i ‘furbetti del terremoto’: persone, cioè, che hanno chiesto il contributo di autonoma sistemazione per la case rese inagibili dal sisma, per pagarsi una sistemazione alternativa. Ma che in realtà non risiederebbero abitualmente in quegli immobili, che sarebbero la loro seconda casa. Insomma, non avrebbero avuto diritto al denaro, da 400 a 1100 euro, erogato dal governo. Gli indagati sono una quindicina nel comune di Arquata, ma non mancano casi ad Acquasanta, Ascoli, Castel Di Lama e, non si esclude, in altri comuni del cratere.

L’inchiesta, per la quale sono stati aperti diversi fascicoli dalla procura ascolana, riguarda anche chi ha ottenuto il contributo per una casa nella quale risiede ma che in realtà è agibile. Inchieste parallele sono portate aventi in tutte le province più colpite dal sisma, soprattutto nella zona di Amatrice, dove sale a oltre duecento il numero degli indagati.

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