Ascoli, 13 giugno 2017 - È attesa per il 3 luglio la sentenza nel processo a carico dei due uomini originari del Lazio accusati di aver compiuto furti all’interno del campo Rio di Acquasanta nei giorni successivi al terremoto del 24 agosto 2016. Si trattava di materiale destinato alle vittime del sisma: cibo a lunga conservazione, vestiario ed attrezzature destinate ai soccorsi. Imputati sono S. M., 41 romano, e M. P. di 47 anni, difesi dall’avvocato Graziano Di Carlo.

Anche giocattoli destinati ai bambini della tendopoli sono stati trovati all’interno del furgone dei due romani arrestati quella notte dai militari dell’Arma. I due, accreditati fra i soccorritori volontari, sono stati individuati durante un servizio di prefiltraggio operato dai carabinieri a tutela del campo ad Acquasanta che ospitava sfollati del terremoto del 24 agosto.

Entrambi respingono le accuse sostenendo, come hanno fatto anche ieri in udienza, che il materiale lo avevano raccolto loro, lo tenevano a Roma e man mano lo portavano nelle zone terremotate. Anche la moglie di uno dei due ha confermato questa tesi.

I testimoni convocati dalla difesa degli imputati hanno pure loro dipinto durante il dibattimento un quadro ben diverso rispetto all’accusa basata sull’informativa dei carabinieri. Hanno riferito di aver visto già prima del terremoto del 24 agosto quel materiale (giocattoli, latte in polvere, scatolame vario) a casa di uno degli imputati a Roma. Un testimone ha riferito di avergli dato lui stesso una tenda usata affinché fosse destinata ai terremotati di Acquasanta. Un militare ha aggiunto che i due avevano già fatto azioni di volontariato in situazioni di emergenza, come nell'alluvione della Versilia.

p. erc.