Ascoli, 9 aprile 2017 – Violenza sessuale e detenzione di materiale pornografico. Questa l’accusa della quale devono rispondere due persone che questi reati li avrebbero commessi contro una disabile. Si tratta di un uomo di 51 anni e di uno di 62, entrambi residenti in provincia di Teramo. Difesi dagli avvocati Matraxia e Tribotti, sono accusati di aver commesso i reati ai danni di una ragazza ascolana di 17 anni affetta da ritardo mentale.

A uno dei due sono contestati rapporti sessuali completi, all’altro palpeggiamenti reciproci.

Oggi è fissata l’udienza conclusiva del processo che si celebra con rito abbreviato; in programma la discussione e la sentenza. Prevista anche la relazione del professor Testa del Dipartimento di salute mentale dell’ospedale Mazzoni al quale è stata affidata la perizia per verificare se la disabilità intellettiva della ragazza fosse percepibile da parte chi non ne erano a conoscenza, come affermano i due imputati.

E’ stato il padre della giovane a denunciare quanto sarebbe accaduto fra giugno e settembre 2015; lo ha fatto dopo essersi accorto che sua figlia dal suo telefonino e attraverso la popolare applicazione Whatsapp aveva inviato foto che la ritraevano nuda ai due soggetti arrestati all’esito delle successive indagini della polizia.

La ragazza ha poi riferito ai poliziotti anche di incontri coi due uomini abruzzesi, durante i quali sarebbero stati consumati rapporti sessuali. I due indagati si sono difesi durante il processo.

Uno ha detto di aver conosciuto la ragazza attraverso Facebook e che lei gli aveva chiesto di introdurla in un gruppo musicale che stava per costituire e che durante gli incontri ci sono stati solo atti sessuali, ma mai rapporti completi. Anche l’altro indagato ha sostenuto di aver avuto un paio di incontri, ma che anche nel suo caso non c’è stato alcun rapporto sessuale completo. Già tre anni fa la ragazza aveva subito fatti simili ad opera di un ascolano di 51 anni. All’epoca la giovane aveva 14 anni e mezzo ed emerse dalle indagini che l’uomo, amico di famiglia, in un’occasione, con la scusa di riaccompagnarla a casa dopo una festa, l’aveva palpata nelle parti intime. Contestato all’ascolano anche lo scambio di sms a sfondo erotico inviati alla ragazzina. Per questi fatti l’ascolano è stato condannato a 2 anni e cinque mesi di reclusione con sentenza definitiva.